Oggi ultima stazione nella 3 giorni di maratona alimentare che mi ha visto ingurgitare calorie e alcol il 24 sera, il 25 a pranzo e infine oggi a mezzogiorno e mezzo, quando ho messo le gambe sotto uno dei tavoli della Lucciola, ristorante lungo il Po tra le nebbie di Cremona.

Il primo dei buoni propositi per l’anno nuovo è la solita promessa a me stesso che tornerò ad un peso misurabile con due sole cifre, che potrebbe anche essere una cosa quasi possibile continuassi a nuotare, pedalare e camminare come sto facendo in questi ultimi mesi, a patto che la piantassi di gozzovigliare con moderazione ma con ineluttabile costanza.

Il secondo è quello di rimettermi a sviluppare la pellicola, giù tra i Castelli di Sabbia, tentando in un certo modo di sopperire alla scarsezza di scatti fotografici, con un incremento di complessità e di lavoro post-click. Al solito mi sono organizzato in modo efficiente e industriale.

Ho comprato su Amazon negli US un paio di bobinatrici e due rotoli da 30 metri di pellicola Ultrafine Extreme 100 e 400 iso, a $35 il rullo più $80 per le due bobinartici, che pensavo non esistessero più. Ho preso invece in Italia (sempre via web) un po’ di Kodak, di Rollei e di Agfa, approfittando di qualche offerta speciale.

Si, lo so, ci sarebbe voluta anche della Ilford, visto i 130 di tradizione che contraddistingue le loro emulsioni in bianco e nero, ma confesso di non aver mai avuto sintonia con le loro HP5 e FP4 sin da quando scattavo con una M3 e con una Nikon FE che ero riuscito ad acquistare risparmiando le lire fatte scaricando cassette all’Ortomercato e servendo a tavola durante matrimoni e banchetti.

Ho dato un occhio a cosa avevo ancora in cantina tra tank, spirali, bottiglie, termometro e misurini: ho miracolosamente trovato ancora del D-76 non scaduto (l’ultimo rullino l’avrò sviluppato due anni fa), e ho impacchettato il tutto per portarmi le “capabilities” giù ad Abu Dhabi. Poi ho rivisto la “dotazione” di macchine e lenti da associarci: quasi un imbarazzo nella scelta. Accanto alla Signora Tedesca M7 che uso abbastanza spesso, mi è tornata in mano una Nikon F3 HP che ho acquistato qualche anno fa, ancora completamente nuova e sigillata per un centinaio di Euro: pensare che una volta era un sogno economicamente inarrivabile.

Impensabile rimetterla nella sua scatola. Ho scattato un intero rullino.

I risultati tra un paio di settimane, che aspetto di essere a casa per sviluppare, ma mi è venuta voglia di condividere il contesto e un’immagine della Geisha con un vecchio Nikkor-H 50mm f/2 del 1969 …

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

11 Comment on “La tavola in F3

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