Il vento di Babak

Forse pochi di voi avranno letto la notizia che in Iran Babak Zanjani è stato condannato alla pena capitale (impiccagione) dopo un processo per corruzione. È chiaramente un segno che il vento è cambiato e che si stia facendo pulizia in stanze dove l’aria potrebbe essere diventata da stantia a malsana.

Babak nei primi anni ’80 commerciava pelli di pecora ma in 35 anni ha costruito un impero, Sorinet Group, non disdegnando di farsi spesso fotografare con vistosi segni di opulenza come jet privati, auto di superlusso e un abbondante numero di fanciulle-trofeo. In un’intervista si definiva un uomo da 10 miliardi di sterline, e questo strideva un filino in un paese ad economia centralizzata nelle mani dello stato, dove la soglia di povertà è tutt’ora un’asticella che oltre il 20% della popolazione fa fatica a superare.

Babak commerciava in petrolio. Petrolio Iraniano, colpito dalle sanzioni e quindi difficilmente esportabile e ancora più difficilmente pagabile visto i blocchi nel sistema bancario sulle transazioni per Tehran. Una struttura che si più definire in un colore dal grigio scuro al nero, che l’ha portato a operare una lunga serie di transazioni nel e fuori del paese per centinaia di milioni di dollari. Diversificazioni poi nel re-investimento dei proventi sia in patria che in paesi dove non si fanno molte domande sulla provenienza dei capitali, o comunque anche se le domande si fanno, poi le risposte non vengono ascoltate, perché in fondo mica si fa trasparenza sul serio.

L’inizio della cancellazione delle sanzioni porterà presto l’Iran a commerciare con il resto del mondo, anche se inizialmente ancora in modo limitato: lo sanno bene i Sunni Sauditi che, dopo aver iniziato una guerra economica sul prezzo del greggio per buttare fuori mercato gran parte dei produttori mondiali, inclusi gli americani, stanno adesso combattendo una guerra dal substrato religioso con i loro vicini di casa Shia.

Lo sanno bene a Tehran dove è giunto il momento di far pulizia per un passato imbarazzante. Non voglio entrare nello specifico del processo a Babak dove lo stato l’ha accusato di aver sottratto $2miliardi, né nella condanna alla pena capitale che mi vede di principio contrario, ma è un forte segnale. Se fossi in alcuni dei “business men” Iraniani che durante gli ultimi decenni si incontravano a spasso per il Medio Oriente (soprattutto tra Emirati e monarchie affini), comincerei a preoccuparmi.

Foto? Sabato pomeriggio ero a cazzeggiare sulla Corniche e, se uno guarda in fondo, ma proprio in fondo e dopo qualche centinaio di chilometri, c’è l’Iran …

corniche.jpg

 

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5 commenti

  1. Quello che i giornali non dicono, o che non giova a nessuno dire. Noi qui ci preoccupiamo delle primarie Pd e delle pagliacciate berlusconiane e salviniane. Giusto per stabilire le proporzioni.
    Primula

    1. Una delle poche cose positive nel fare l’emigrante è perdermi quelle pagliacciate appunto 🙂

  2. Mi domando sempre come è possibile che delle persone di umili origini possano avere un’ascesa tanto repentina. Mi sembra una cosa troppo al di fuori della loro portata senza un’aiutino da parte di qualcuno molto potente e ben inserito.
    E quel qualcuno perchè dovrebbe scegliere proprio l’uomo di umili origini che poi finisce sempre per farsi traviare dal successo e “svaccare” tutta la baracca?

    Mha…

    1. Forte ambizione, attitudine al compromesso etico, relazioni tribali, denaro che si muove in quantità: non è la favola del pastore che suona il flauto di pan che diventa miliardario, c’è più “pelo sullo stomaco” che pelli di pecora … Poi anche in italia abbiamo esempi di uomini che da pianisti sulle navi da crociera sono diventati immobiliaristi, proprietari di reti televisive e addirittura presidenti del consiglio (per nostra disgrazia)

      1. E infatti dietro questi personaggi ci sono sempre poteri molto forti che li mettono dove servono. Però il motivo che mette in contatto delle “nullità” a questi poteri per me resta un mistero.

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