Inside Out

Bruxelles. Le notizie hanno cominciato ad arrivarmi mentre ero in volo, e la mia triste amarezza si volge sempre più a lucida rabbia.

Inutile ricordarmi che l’avevo previsto, serve solo a confermare che le capacità di comprendere come si collegano gli eventi mi offre anche una traccia su cosa poi aspettarmi nel futuro. Quello che invece fatico a capire sono i molti che vivono ancora nell’illusione che il conflitto ideologico-teocratico possa essere fermato attraverso il dialogo e la comprensione.

Dialogo con i vigliacchi che si fanno esplodere tra la gente in coda o mentre sono in metro per andare a lavorare? No.

Foto? Inside-out ieri sera: son passato nella Democratic Republic of Spritz per chiudere una brutta giornata …

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4 commenti

  1. Premesso che concordo con te, mi pongo alcune domande e cerco spiegazioni, dove quasi certamente non ci sono.
    La prima: ostacolare o combattere un nemico che non si vede, che si è “inserito” in tutte nazioni, pronto a esplodere come della dinamite avariata, è cosa assai complessa, senza incorrere in pulizie etniche di nefasta memoria.
    Seconda: non posso credere che tutto ciò avvenga realmente per un credo religioso, anche se “noi “abbiamo fatto le crociate, qualche secolo or sono, seguite dall’inquisizione, prima e dai movimenti per la vita oggi.
    Per cui, ti giuro non riesco a ipotizzare una soluzione, ne pacifica, ne coercitiva.
    Ti aspetto con un bicchiere, o meglio una cassetta di vino, per parlarne.
    Un abbraccio fratello mio

  2. Ho scoperto il tuo blog un po’ di tempo fa, attraverso NOC. Fino ad ora sono stato lettore silenzioso.

    Questo tuo post, però mi porta a farti una domanda. Si capisce da cosa e come scrivi che hai una capacità di analisi fuori dal comune. Sicuramente conosci il Medio Oriente meglio di me e di molti che ne (stra)parlano in questi giorni.

    Mi suona strano sentirti parlare di “conflitto ideologico-teocratico”. Non è fuori discussione che questo, casomai, sia solo un pretesto che nasconde altre motivazioni?

    Non è anche chiaro che questi falliti che si fanno esplodere per dare un senso alla loro misera vita sono solo pedine utilizzate in modo opportunistico? giustapposte in un quadro, per cercare di destabilizzare l’Occidente?

    Detto questo, ovviamente, non ho una soluzione al problema. Solo, sono scettico sull’opportunità di combattere un nemico (invisibile) con le stesse armi….

    D’accordo, neanche con gli abbracci… Ma quindi quale può essere la strada da percorrere?

    1. Ciao Stefano, e grazie de tuo commento.

      Parlo di “conflitto ideologico-teocratico” in quanto ritengo ci sia in corso da tempo una guerra dove la follia dell’odio per la diversità e della vendetta per presunti torti guida burattinai criminali che riescono a convincere dei vigliacchi a farsi esplodere con la promessa di un’eternità piena di vergini.

      Indicare un nemico da odiare fa anche dimenticare l’assenza di libertà, di democrazia, di giustizia, di vivere civile e sociale che è fattore comune in molti dei paesi del Nord Africa e Medio Oriente. La religione è mezzo di controllo, ma è fine di violenza.

      Il frequentare da oltre 20 anni questa (e altre) aree geografiche mi ha convinto sulla presenza di un ignoranza e malessere sociale alimentato nella direzione che fa più comodo, ma la più facile è verso l’infedele che deve essere sterminato per almeno avere un miglioramento sociale nell’aldilà.

      Cosa fare? Penso le azioni vadano portate al cuore che governa questo terrore, ai mezzi con i quali lo si finanzia, agli appoggi silenziosi che erogano centinaia di milioni di dollari: togli il denaro e l’intera catena collassa, perdendo le costose capacità logistiche e organizzative.

      È però un’azione che ti sporca la camicia bianca ….

  3. Sono d’accordo ma la questione è molto più complessa di qello che sembra perchè non è possibile capire davvero le trame.

    A parer mio il punto è che si vuole che tutto cambi perchè tutto resti uguale.
    Il terrorismo serve (infrastutture controlli, armi etc), come serve l’instabilità geopolitica di alcune regioni, serve l’ignoranza, la fame e la povertà. I governi hanno due facce, con una finanziano e armano i ribelli e con l’altra li condannano.

    Nessuno vuole “risolvere” il problema aggredendolo alla radice perchè proprio chi lo dovrebbe fare trae maggior profitto dal non fare nulla o da fare cose inaudite (le Torri gemelle, da cui è “nato” tutto chi le ha buttate giu?).

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