I Giganti

Nyla, dammi ancora qualche minuto che finisco questa telefonata e poi andiamo a fare due passi, te lo prometto, e ti parlo della Battaglia dei Giganti, mentre ascoltiamo – per pura assonanza fonetica – un vecchio brano dei Gentle Giant“, ho detto al mio quadrupede, dopo aver buttato un occhio all’orologio che mi segnalava stessero passando le 7:30 in una silenziosa mattinata di Ferragosto.

Nyla ha alzato gli occhi, incrucciando espressivamente le folte sopracciglia che si addicono ad un pastore tedesco, mentre il suo muso si manteneva attaccato alle piastrelle della cucina a beneficio di uno scambio termico ceramica-lingua, sentendomi esprimere ormai da un paio d’ore nell’idioma più di Kerouac che di Shakespeare.

L’educazione politica, storica e musicale del mio cane prosegue ogni volta che riesco a passare (da turista) in Italia, e devo dire che questo paio di settimane passate tra Trentino e Lombardia stanno dando un buon impulso.

Qui vicino, tra San Donato e Melegnano, tra il 13 e il 14 Settembre 1515, se le diedero di ‘santa’ ragione: da una parte Francesi, i soldati veneti della Repubblica di Venezia, e alcuni gruppi di Lanzichenecchi, e dall’altra un’armata di Svizzeri che da qualche anno avevano il controllo del Ducato di Milano

La cavalleria svizzera, assieme alla sua fanteria addestrata nella tattica a falange erano considerate un esercito invincibile, mentre i Francesi avevano stupito tutti, entrando nel nord della Pianura Padana attraverso una nuova strada lungo il Colle della Maddalena. Realizzata grazie alle capacità di Pedro Navarro, ingegnere spagnolo che dopo essere caduto in disgrazia in patria era stato assoldato da Parigi, aveva portato nei pressi di Milano 2.500 cavalieri pesanti, 1.500 cavalieri leggeri, 20 mila tra fanti francesi e mercenari lanzichenecchi, e ben 70 pezzi d’artiglieria pesante, che saranno poi cruciali nell’esito della battaglia

Nyla ha sollevato il muso e inclinato leggermente la testa, con le orecchie dritte a non perdersi nemmeno una parola.

Gli Svizzeri uscirono nel pomeriggio da Porta Romana e attaccarono di sorpresa il campo francese vicino a Zivido, sulle sponde del Lambro, avendo inizialmente la meglio, fino ad accamparsi nel corso della notte, considerando la guerra cosa fatta e finita. Mal gliene incolse: nel corso della notte le forze francesi vennero supportate da quelle Venete in un attacco alle spalle del contingente elvetico.”

Gli Svizzeri furono totalmente massacrati e da quel momento diventarono neutrali per sempre. La ferocia della battaglia fu impressionante, tale da spingere il Re francese Francesco I a far celebrare una messa espiatoria della durata continuata di tre giorni ed erigere una Cappella e annesso Monastero, che mi pare di aver visitato quando giravo da queste parti in bicicletta e braghe corte“.

Ma che c’entra tutto questo con i Gentle Giant?“, mi chiede il quadrupede.

Nulla, ma la loro musica era considerata complessa, articolata e quasi barocca anche per gli standards della swinging London dei primi anni ’70, mescolando folk, soul, jazz, musica da camera e classica sinfonica“, e mentre Spotify comincia ad emettere le prime note di The Advent Of Panurge, sento la voce di Gary Green intonare ….

There coming over Charaton Bridge, Look do you see the man who is poor but rich.
What do you wish, and where do you go, Who are you, where are you from,
Will you tell me your name? Rest awhile, call me your friend.
Please stay with me I’d like to help.

Foto? I Giganti davanti alla galleria d’arte di Al Mina, tra le warehouses del porto di Abu Dhabi ….

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8 commenti

  1. Ovvio che ve lo faccio ascoltare il brano, e apprezzatene la squisita complessità …

  2. A Ferragosto sono davanti al computer a blaterare di storia. Passo a leggere te e trovo storie di storia! 🙂
    Mitici i Gentle Giant… Grazie per l’ottima (ri)proposta musicale.
    Buon laicissimo Ferragosto caro Mau!

    PS
    gli elvetici li ricordo per i loro picchieri… Quelli sì che erano un’arma formidabile.

    1. Dai piccheri agli orologi: riconversione industriale? 🙂

      1. Può essere. Anche se il resto è simile: mercenari con le picche, mercenari con le banche. 😉

  3. Buon Ferragosto anche da me, sulle colline sopra Castel San Giovanni.
    Quando riscrivi, per Natale ? 🙂

    1. Vediamo …. buon ferragosto anche a te!

  4. Perfetto! ‘L’educazione politica, storica e musicale del mio cane prosegue ogni volta che riesco a passare ‘

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