Shake Shack Girl

Stamane alle 7 rantolavo (non poteva essere manco definito “jogging”), dentro una pentola Lagostina, la storica pentola a pressione che prima di slow-cooking e fast microwaving, rappresentava il must nelle cucine casalinghe.

Dall’anno della sua fondazione da parte di Carlo ed Emilio Lagostina, che nel 1901 rilevarono un fabbrica di posate in ferro stagnato, al 2005, quando lo storico marchio – in affanno economico – è stato ceduto al gruppo Francese SEB, “Lagostina” è stato sinonimo di pentola, specificatamente di pentole a pressione. Chi si sta allenando sull’asticella dei 60 anni può ricordare i Caroselli con “La Linea“, personaggio ideato da Osvaldo Cavandoli: e devo dire che le assomiglio molto, quando sacramento camminando avanti e indietro per la miniera.

Divagazione di storia della aziende Italiane chiusa, torniamo a me, che stamani ho annaspato per 6km di pseudo corsa, qui nel Paese dei Castelli di Sabbia, con una temperatura percepita intorno ai 47° che prometteva il collasso: mi sono reso conto di aver fatto la cazzata della settimana e mi son ripromesso di passare il resto della giornata in atmosfera criogenica.

Dopo 6 visite in 2 settimane al Louvre, la scelta è caduta su Yes Mall, museo del retail.

Hi Sir, do you want to try our new special today? It’s The Swiss, a double-burger with fried mushrooms, melted cheese, pickles and bbq-sauce” mi chiede una ragazzina, allungandomi un menu davanti a Shake Shack, la catena che in pochi anni ha fatto un salto qualitativo, passando da uno stallo difronte al Madison SquareGgarden di New York, fino ad insidiare le hamburgerie classiche come McDonald, a suon di cusbtomizzazioni e alternative nei loro piatti.

Così le calorie consumate nei 6km di corsa, che ho fatto seguire da 2km di nuoto, le recupero in 2 bocconi?“, le rispondo.

Nooooo Sir, al massimo fai togliere la salsa BBQ” mi propone, ma poi mi guarda, e cambia discorso: “Sir, ma i colori dei fili di lana che hai intorno al polso ….“. “Me l’ha dato una vecchia, a Siem Reap, in Cambodia, quasi un anno fa”.

Sono i colori del Buddha, lo sai Sir?“. Si, lo so, e mi piace portarli, anche se si stanno logorando sempre di più.

Da dove vieni?” le chiedo. “Dal Bhutan“.

Foto? Una ragazza che dal Bhutan ….

 

6 commenti

  1. Tante cose da dire: dalla meravigliosa La linea, al caldo pazzesco col quale io nemmeno camminerei, figurati correre,alla bella foto e ragazza. Insomma, mi sei mancato

    1. Grazie! La miniera mi ha un po’ risucchiato….

      1. Le miniere lo fanno

  2. eh si…

  3. La Lagostina per me è ancora l’unico must. Allo Slow-cooking ci ho pensato ma non ancora sperimentato, delle microonde non voglio neanche sentirne parlare.

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