Bello camminare, scendendo per selciati che hanno un migliaio d’anni di storia, per arrivare in fronte al mare, in una città che fa fatica a svegliarsi, mentre Nyla annusa l’aria e insegue i gabbiani.

Bello incrociare l’umanità, umanità che solo un vecchio porto può avere, in un melting pot strano, dove la tolleranza ha radici profonde, nel rispetto di chi attraversa gli oceani per incrociare la tua strada.

Bello sentire lingue e dialetti, che talvolta scivolano nella gestualità, in un mondo dove anche gli odori fanno parte del comunicare. Bello leggere i muri che portano anacronismo assieme a diversità.

Bello incontrare vecchi amici, per un carciofo, per un bicchiere di Pigato, per un consiglio sul cane, per un pezzo di sapone di Aleppo, per un pacco di canestrelli, per uno scatto della Signora Tedesca a Telemetro.

Foto? Genova è diversa: scendi da via Garibaldi, verso la Maddalena, e all’incrocio dove una volta c’era l’Agnese a formare, cuocere e dipingere le sue ceramiche, prima di arrivare alle spalle di Via Pre’ ….

It's been 40 years that I'm traveling across the word for business and on vacation, but always with a Leica camera in my hand. I've started keeping a journal a while ago but now I'm committed to regular updates. All photos are mine.

9 Comment on “Genova, what else?

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