Sono in un albergo a Doha, in Qatar: scendo al piano terra per una colazione di lavoro. Mentre aspetto l’ascensore una persona su sedia a rotelle mi si affianca. Lo guardo, i nostri occhi si incontrano, lo riconosco. Mi sorride.

Percorro qualche piano in compagnia di un pezzo di storia della Formula 1, Frank Williams. I casi della vita, sul volo di ritorno da Sydney ho visto un film su Senna, che pilotava una sua macchina quando é morto ad Imola nel Maggio del 1994.

Frank ha fondato nel 1966 la Frank Williams Racing Cars, con i proventi derivanti dal suo lavoro di venditore ambulante di frutta e verdura, e dopo un paio di stagioni in Formula Due e Tre, nel 1969 debutta in Formula 1, continuando l’attività con un po’ di problemi economici e rincorse di sponsors vari fino al 1977, quando la Racing Cars non apparterrà più a Frank.

Valga l’esempio che ad un certo punto, a causa del taglio di tutte le linee telefoniche per morosità, Frank gestiva la scuderia da cabine telefoniche pubbliche.

Nel 1977, con un suo vecchio dipendente, Patrick Head, Frank acquista un vecchio magazzino nell’Oxfordshire e fonda la WilliamsF1 (Williams Grand Prix Engineering), che tuttora partecipa al calendario ufficiale delle gare. Nel 1979, con Clay Regazzoni hanno la loro prima vittoria in un Gran Premio e nel 1980 vincono sia il campionato piloti (con Alan Jones) che quello costruttori.

Nel 1986, Frank stava guidando una macchina a noleggio in Francia, senza aver allacciato la cintura di sicurezza, perde il controllo della vettura e nell’incidente si frattura la spina dorsale, rimanendo per sempre su una sedia a rotelle.

Beh, Mr. Williams, almeno posso dire di aver fatto una corsa con lei. Magari non preciso subito che si é trattato di un ascensore“. Mi sorride, mi offre la mano, gliela stringo e mi dice ” Non é una cattiva idea“.

Nel 2008 ero in South Africa, sulla strada tra Knysna e Cape Town e ho scattato al volo questa immagine …..

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

4 Comment on “Una Formula 1 in ascensore

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