Oggi ho lavorato part-time: dalle 4 di mattina alle 17:30 di pomeriggio con una lussuosa interruzione di 90 minuti per palestra e doccia e numerose piccole pause, risultato di una vescica a 12 atmosfere per l’iper-idratazione che pratico in caso di lunghi viaggi aerei (no, anche se la pratico, non è una religione).

Direi grossomodo un 11 orette produttive senza lode ne infamia: mi son quindi concesso di uscire e prendere la metro, di farmi un bagno nell’infinity pool (nuotare a delfino vedendoti davanti i grattacieli è uno sballo), di mettermi in tenuta da disperato TSSS (t-shirt, shorts, sneakers), e di cenare nel quartiere chinese dove il cibo è divino.

Poi in metro di nuovo, e sono rantolato in camera per svangare un paio di cosette che mi pendono sul coppino peggio che lo scud di Damocle.

In metropolitana mi sono accorto che l’intera totalità dei passeggeri aveva in mano un palmare o un tablet: tutti.

Solo alcuni avevano anche gli auricolari collegati ma tutti, e, visto che i vagoni non hanno compartimentazione ma sono un tubo unico dalla testa alla coda, l’intera metro era china su un gingillo elettronico e digitava, ascoltava, giocava, comunicava. Da soli con se stessi.

Drammatica solitudine elettronica o esasperato desiderio di connessione, dove però abbiamo il potere del tasto ON/OFF, o peggio la certezza che prima o poi non avremo copertura di campo e il gingillo diventa uno di quei bei telefoni neri in bachelite, senza la spina? (Quindi inutile, se non avete capito la figura retorica).

Dal tono filosofeggiante mi pare che i deliziosi dumplings che ho mangiato stasera, ripieni di granchio e gambero, freschissimi, si stiano rifiutando di stare in mia compagnia: la pianto qui e vi faccio vedere uno scatto al volo preso in metro …

singmetro

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

4 Comment on “Solitudine elettronica

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