Oops Gotta Run

Correre, ci ricorda il dizionario, “è un metodo di locomozione terrestre” che consente a un animale (incluso l’uomo) di muoversi rapidamente a piedi. La differenza dal camminare consiste nel fatto che, in un istante della corsa, entrambi i piedi sono sollevati da terra.

La corsa è uno stupefacente e armonico cocktail di kinetica, spostamento di pesi, assorbimento e rilascio di forze muscolari: sicuramente l’origine sta nelle esigenze di caccia dei nostri antenati qualche secchiata di migliaia di anni fa. Le tracce di una “corsa sportiva” si trovano sin dal 1900aC, e sono poi codificate nelle Olimpiadi antiche nel 776aC.

È spettacolare quando, grazie a uno slow-motion, soffermiamo nell’osservare la fantastica naturalezza di un piede che si appoggia, ruotando poi dal tallone verso la punta, facendo contemporaneamente avanzare l’asse del corpo fino a imprimere una forza di spinta e, poi, ancora l’alzarsi verso la schiena, permettendo un recupero fino a lanciarlo nuovamente davanti a noi, mentre l’atro piede fa esattamente la stessa cosa in modo alternato: armonia pura, con poche ragionate eccezioni quali il mio trotterellare da facocero obeso.

Ho corso una maratona, a Chicago qualche anno fa (e molti kili fa): esperienza spettacolare, credetemi.

Sabato sono stato da Angela, da Oops Gotta Run: con un suo passato da corporate lawyer nei circhi dei merge & acquisition e un presente nella passione per la corsa, non ti “vende scarpe” ma ti suggerisce quale sia lo strumento da calzare più adatto per raggiungere i tuoi obiettivi nella corsa, ma soprattutto per divertirti.

La conosco da anni: le ho chiesto cosa l’ha spinta a cambiare. Col suo accento canadese mi ha detto “Un giorno mi sono chiesta cosa stessi facendo e, soprattutto, se stavo facendo quello che desideravo.  Mi sono licenziata il giorno dopo e ho cominciato (letteralmente) a correre dietro a quello che mi piace fare

Riesce dare attenzione a tutti nel suo piccolo negozio: ti misura l’impronta, ti fa correre e camminare sul suo tapis o fuori, ti fa provare i vari modelli con calma, ripete ogni volta la durata di una scarpa (700km circa) e le modalità di lavaggio e manutenzione. “non metterle in lavatrice e non usare l’asciugacapelli quando sono bagnate, ma da come ti vedo dubito tu ne possieda uno“.

Quando vado da lei me la prendo con calma, non è il posto dove raccatti un paio di suole sullo scaffale e scappi alla cassa. È un po’ come quando si passa da Ryu per vedere un obiettivo: ci sono passioni, chiacchiere in amicizia, rapporti che valgono più di cento vetrine.

Foto per oggi? Lo scorso dicembre ero a Sydney e correre con davanti l’Opera House è una delle più belle cose si possano fare di mattina …

running sydney

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