“Se abbiamo tempo vorrei andare a fotografare il posto, in Calle Serrano all’incrocio con Maldonado, dove ci fù l’attentato a Carrero Blanco” ho detto a Mirko con cui condividevo il taxi dall’ufficio in albergo.

Questo proprio mi manca” mi ha risposto, perfettamente scusato per essere nato nel 1976, ben 3 anni dopo quel 20 Dicembre 1973 quando un’attentato dell’ETA fece saltare in aria la vettura sulla quale viaggiava l’ammiraglio Luis Carrero Blanco. La carriera politica di Carrero Blanco raggiunse l’apice l’8 Giugno del 1973, quando fu nominato Primo Ministro ed erede designato a proseguire la guida di Francisco Franco che da decenni reggeva la Spagna in un regime dittatoriale.

Quel giorno Carrero era uscito di casa per la classica messa mattutina e, intorno alle 9:50 salì in auto dalla chiesa per raggiungere il suo ufficio sul Paseo Della Castillana, con una abitudinarietà che facilitò notevolmente la preparazione e la realizzazione dell’attentato. Da alcuni mesi un gruppo dell’ETA, il braccio armato dell’indipendentismo nei Paesi Baschi, aveva affittato l’appartamento al piano terra e scavato un tunnel sotto la strada.

100 kg di dinamite furono collocati sotto il manto stradale, e parte del tunnel venne rinforzato con piastre in acciaio per indirizzare la forza dell’esplosione. Un’auto venne lasciata parcheggiata in doppia fila per costringere la Dodge blindata ad un percorso obbligato.

La macchina fu scaraventata in aria, superò i 5 piani dell’edificio ed atterrò su una terrazza del cortile interno. Il delfino di Franco era morto. Il successore, Carlos Navarro, al suo insediamento annunciò un progetto di liberalizzazione che avrebbe poi riportato la Spagna alla democrazia dopo la lunga dittatura franchista.

Quella sera avevo 15 anni, ero alla Statale di Milano, occupata, per un concerto che diventò una grande festa al canto di “vola, Carrero Blanco, vola“. Mi sembra di ricordare che fu Luca Cafiero (leader del Movimento Studentesco prima di fondare il MLS) a dare l’annuncio. Ho fatto con lui, qualche anno dopo, la parte istituzionale dell’esame di Storia della Filosofia, mentre il corso monografico su La Logica di Hegel lo discussi con Dal Prà, raccattando un 30-e-lode. Secchione, lo so!

Foto di oggi? Maledizione a quando devo usare un computer windows per scaricarle, ma mica potevo evitare di raccontare a Mirko la storia del volo di Carrero, ovvio lo si debba fare davanti ad una cerveza e un piatto di jamon …

Madrid 5

 

 


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It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

2 Comment on “Il volo di Carrero

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