Mau: “Buongiorno Beria, dormito bene sul tappeto bukara appena aspirato, che l’hai già riempito di peli, disgraziata?”

Beria: “Buongiorno Mau, e ti prego di notare dal fatto che ondeggio solo lievemente la coda che si, ci sto bene sul tappeto e, polemicamente, io non mi lamento quando tu russi, o quando lasci le cose sporche della palestra nel cesto della biancheria  vicino a dove io ho la mia ciotola. A ciascuno il suo ed evitiamo polemiche che è domenica mattina: anzi, dammi da mangiare.

“Hai appetito, eh? Mangia con calma che mica te li rubo i croccantini”

Senti, obeso pelato, ti sei mica mai visto come ti butti a carpiato sul tuo piatto di pasta, o come mugoli di soddisfazione quando ti bevi una birra artigianale? Poi, parliamo un po’ di giustizia sociale: facile sbandierare tutte quelle osservazioni su uguaglianza, parità di diritti. E poi tu ti mangi formaggi freschi di capra, verdure di stagione, pasta fatta a mano, costate dal profumo inebriante, mentre io sono oltre 8 anni che vado a croccantini monosapori, a parte rare concessioni da parte tua di condivisione dei tuoi avanzi. Il socialismo reale parte dalla ciotola, mica dai proclami: vieni a mangiare con me tutti i giorni quello di cui mi cibo io e vedi che il tuo concetto di ridistribuzione della ricchezza alimentare subirà un deciso miglioramento

“Dai usciamo un po’ a fare due passi, e magari a scattare una foto”

Ti ho già detto che hai degli orari del cazzo: è domenica mattina, perché non fai come tutti gli umani che mi dicono se ne stiano a letto tranquilli fino almeno alle 9? Vuoi alzarti lo stesso alle 5, bene, fallo pure ma evita di rompermi le scatole: io sono un cane, passerei buona parte della mia vita un po’ appisolata se tu me lo concedessi. E poi cosa ti porti dietro quella roba che sembra abbia davanti una lattina cilindrica di cibo (che, detto per inciso, mi piace, visto è l’unica varianza sul mio menu)? Mica ricomincerai a mettermi in imbarazzo con gli altri cani sdraiandoti per terra e avvicinandomi quella cosa metallica al naso, chiedendomi anche di tirare su il muso o stare ferma? Gli altri se la ridono e dicono ‘Guarda Beria che padrone scemo ha, manco le mette un guinzaglio’ e si mettono poi a spettegolare

“Calma in ascensore, adesso usciamo”

Vorrei vedere te, con la pipí della notte che ti stai tenendo e mica – comodo comodo – te ne vai nel tuo gabinetto, ma devi scendere, aspettare che tu apra la porta, arrivare fino al prato e finalmente rilassare la vescica. Datti una mossa e chiudiamola qui che non è giornata. Ti ho visto poi che stavi leggendo le email mentre ti stavo chiedendo una fetta biscottata: bell’esempio sulle priorità abbiamo, eh?

“Beria, ferma un attimo che ti voglio fare una foto: oggi ti metto sul mio blog”

Vita da cani

Beria

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

5 Comment on “Due chiacchiere di prima mattina

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