Il “tempo” nella fisica di Galileo e di Newton è una dimensione fisica che può essere misurata e soffre della noia della costanza: un secondo, un minuto o un’ora a Milano, sono gli stessi un secondo, un minuto, un’ora di Sydney o di Genova. Poi lo sappiamo che sono arrivati dei ragazzacci come Maxwell ed Einstein e hanno fatto un bel culo alla fisica classica, arrivando a dire (perdonate la semplice banalizzazione) che lo spazio può dilatarsi quasi fosse un elastico e che il tempo può contrarsi (accorciarsi) fino a quasi inghiottire se stesso.
Entrare in un negozio a Milano o a Genova ci offre la migliore dimostrazione della fisica einsteniana: il tempo non conta, a fronte di rapporto, chiacchiera, conta-che-ti-conta, e distrazioni relazionali assortite. A Milano la chiave è l’efficienza della transazione.
Tu, cliente, entri e hai bisogno di “A”, io negoziante ti fornisco “A” al prezzo “X”, tu cliente paghi e velocemente si passa a cliente successivo. Gli spazi esterni alla pura transazione sono azzerati e qualsiasi altro interesse è un “turbamento del processo transazionale”. Traduco: entri, scegli, paghi, esci e pure in fretta, grazie.
Genova è relazione. All’inizio un filo sorprendente e quasi shoccante. La relazione fa parte integrante della transazione, che non può avvenire se non ci sia scambiati qualche battuta su argomenti correlati o meno, attinenti o alla-cazzo, rispetto a quello che sei entrato ad acquistare.
Una dimensione umana bellissima, che ti arricchisce. Poi mi direte che capita solo nelle botteghe dei vicoli, che capita solo perché la faccio capitare con la mia curiosità e spesso con la mia macchina fotografica, che capita solo perché sono un inguaribile logorroico anche io. Capita ed è bello che capiti, mi basta così.
Facce di bottega, facce di Genova: c’è chi fa timbri, chi ceramiche e chi vende frutta e verdura ….
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Bellissimo! E credo sia abbastanza vero quello che scrivi, non ho esperienza di negozi milanesi, ma di negozi di caruggi sì.
Ed è vero, qui ci si parla e si stabilisce una sorta di relazione, proprio così!
Come sai queste facce di Genova le conosco bene 🙂
Hai saputo cogliere momenti perfetti, sei veramente bravo Maurizio, complimenti!
Adulatrice! 🙂 merito tuo se ne ho incontrati due ….
Devi andare da Torielli, lo conosci? La drogheria di Via San Bernardo…è un po’ oltre i Fruttarelli, è sul mio blog 🙂
Domattina torno dai Fruttarelli (che ti salutano tantissimo), per qualche scatto al banco che mi dicono il venerdí sia spettacolare. Torielli l’ho visto ma non ci sono mai entrato: domattina rimedio! Ho come l’impressione che qualche bella foto riuscirò a fartela vedere. Ah, la chitarrista di “Cercatela!” mi ha contattato, cerco di capire dove suonerá nei prossimi giorni …..
Che forte che sei Maurizio, il banco del venersì, questa non la sapevo 🙂
Ora penso se c’è qualche altro posto in zona che merita…
E se tu provassi il fenomeno della “transazione” nei vicoli di Napoli?
Mannaggia, a prescindere e san gennaro: linguisticamente son pronto. Mi fai da guida?
Volentieri!portero’ in giro te e la tua ironia;)
Ripasso i passati remoti nei verbi irregolari e sono pronto a tutto! Un bacio!