Su la testa

Stamani a colazione, mentre finivo la frittata con cipolle e funghi, contornata da noodles ai due peperoncini e da cavolfiori saltati in pasta d’aglio, ho cominciato a riflettere sia sul mio stile alimentare sia sul fatto che sono 5 giorni che lavoro ad un ritmo di 14-16 ore a testa bassa e che questo diario di vita vissuta è rimasto ad appassire peggio che un tulipano dentro un piatto di fagioli alla messicana.

Sono a Singapore e la prima parte della giornata si è vanificata nel tentativo di ottenere un visto per il Myanmar (Burma/Birmania). Già dovevo capire che non era cosa quando, uscito dalla camera iperbarica ad aria condizionata criogenica che è il mio albergo, mi son messo in coda dopo due carpe chinesi e un branzino malese. L’umidità era tale che nuotavano allegramente a mezz’aria e sono poi entrate in un taxi come nulla fosse.

Malgrado  avessi richiesto tutto on-line, ci si deve sedere sotto una tettoia con ventilatori a pala che ti fanno mulinare addosso l’umidiccio. Arrivato il mio turno, ho presentato con diligenza tutti i documenti: il bello è venuto quando, con la lingua dei riccioli e poco inglese, l’addetta mi ha confermato che dovrei essere residente a Singapore per ottenere il visto, e altrimenti avrei potuto cercare in qualche altra ambasciata in Asia.

Ho protestato, fatto appello, atteso, tentato di tradurre quel cazzo che mi dicevano in un accento sing-engl-burmese da dietro un vetro, in una sala piena di gente, con un ventilatore a pale che simulava la galleria del vento e con il mio interrompere a bestemmie. Me ne sono uscito con il mio passaporto e del visto manco se ne parla, ancora. Insisto, credetemi.

Ho preso nella rete a strascico un taxi e sono tornato indietro. Foto di oggi? Manco ho avuto tempo di effettuare le mie normali funzioni biologiche in questi ultimi giorni, tanto che ogni volta che andavo in cesso mi trascinavano in un’altra riunione: accontentatevi delle chiare istruzioni scritte nella lingua dei riccioli nel cortile dell’ambasciata ….

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2 commenti

  1. Prova a dire che sei il nipote di Mubarak…

    1. … E il cugino di Polpot? 🙂

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