Incontri strani oggi a Genova, nel mio ultimo giorno di pseudo-ferie durante il quale ho parlato con 7 differenti legali: un’australiana, un chinese, un rabbino americano che vive a Tel Aviv (oserei dire che questo vale doppio), una lariana, un italiano, un inglese e un’argentina. So che il Lario farebbe parte dell’Italia, ma lasciatemi un minimo di vena sarcastica e ironica.

Sono uscito stamani con il cane che ormai ha il suo percorso memorizzato intorno al Porto Antico e, a momenti, è lei che pascola me, strattonandomi quando abbaio agli altri umani. Sulla strada del ritorno mi son fermato sotto un’arco di Canneto Il Lungo per scattare una foto a quella che definirei la Madonna Dell’House Of Rising Sun: uno dei versi della canzone (immortale nella versione degli Animals di cui ho già parlato qui) recita “my mother was a taylor, she sewed my new bluejeans” [mia madre era una sarta e mi cuciva nuovi jeans] è stata riportata in questa edicola con madonna in versione pop e clamoroso errore ortografico (vedi la fotografia sotto).

Mentre stavo fotografando con tutta la ritualità di macchina a telemetro, un 50mm con una bella definizione e chiacchieravo col pescivendolo e una signora seduta su una sedia di vimini a ciacolare, mi son passate due ragazzotte britanniche con reflex e obiettivi 15>400 che, guardando cosa stavo riprendendo mi hanno imitato: io ho chiuso l’otturatore 3 volte, loro 30 a testa nello spazio di 20 secondi, sembrava di essere a Ramhalla durante l’operazione piombo fuso dal rumore di raffiche.

Ovvio mi sia inventato sull’istante che l’opera è di Andy Warhol, che si era perdutamente innamorato di uno scaricatore di porto e aveva stabilito il suo nido d’amore nel vicolo a fianco. Son stato talmente convincente che ho dovuto ripetere per tre volte che stavo cacciando una balla colossale, mentre una delle due era già al telefono con Sotheby per una valutazione.

Girato in via Dei Giustiniani ho trovato un battiporta damascato di una bellezza epocale! Devo cercare di scattare una serie di immagini su tutte queste porte nel centro storico, sono affascinanti!

Raggiungendo infine il porticato di Via di Sottoripa ho incontrato Cristoforo Colombo (vedi terza foto): gli ho fatto “Hey Cris, brother, dove vai di fretta che l’America non scappa mica?“. Mi ha risposto “Lascia stare, che ho i Portoghesi che m’hanno rifiutato il progetto, belin. Adesso mi tocca farmi finanziare dagli Spagnoli: manco ho tempo di farmi una Pinta di birra, e nemmeno una Santa Maria o una Nina“.

È ovvio da questo post che è tempo di riconciliarmi con la civiltà e tornare a lavorare, cazzate ne sto scrivendo veramente troppe …

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It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

4 Comment on “Colombo e New Orleans

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