Siamo al giro di boa: come al solito non so che cosa scatti, ma finalmente mi son rimesso a correre.

Diciamo “correre” con gli apicini, quelli che quando ti esprimi in inglese svirgoletti in aria con indice e medio di entrambe le mani a uncino, unico riconoscibile gestuale dell’espressività anglosassone a parte il simbolico pugno chiuso da cui svetta libero l’aunulare, realizzazione di body language per cui dovremmo essere grati all’eternità. Più che correre, dicevo, sono ancora in un jogging pace di 7’/km (poco sotto dei 9km/h), ma l’importante è che mi son messo di buzzo buono, e in questi ultimi giorni sto tenendo una tranquilla media di 30-35km la settimana.

Complice la temperatura (qui siamo già oltre i 38°c di giorno e la sera non scende sotto i 26°c) sono costretto a fare il criceto sul tapisroulant e non a correre realmente fuori (il posto qui da’ su un bel campo da golf), ma è meglio che niente e, soprattutto, mi permette di agghindarmi di ammenicoli elettronici che sembro un uomo bionico.

Cardio-frequenzimetro con foot-pad, che mi da il consumo di calorie tradotto in unità-birra delle Tenute Collesi (fanno una serie di birre artigianali da applauso), mitica cuffia blue-tooth collegata con l’iPhone che quando sudo distribuisce piacevoli scosse statiche che ti sembra di essere un condannato sulla sedia elettrica … insomma l’indispensabile per svagarsi mentre, appunto, si corre come un criceto in gabbia.

Mi rifiuto di guardare anche lo schermo davanti, anche perché l’ultima volta che l’ho fatto ho inciampato cambiando canale e son finito a fionda tra gli attrezzi dei pesi creando lo scompiglio e commenti tipo “Cazzo, il facocero si è imbizzarrito“.

Domani è il mio compleanno: lo celebro la sera prendendo un fantastico volo alle 22:15 e poi una coincidenza alle 00:50 per atterrare a Milano alle 06:15 e andare, felice come una cernia all’amo, in ufficio.

Cibi condimentum esse famem” diceva Cicerone, che predicava bene ma razzolava male essendo incline a banchettare mica da ridere. Non c’entra un cazzo qui, ma da al blog un’aria molto intellettuale. Sotto la foto della palestra dove sto scontando le mie calorie quotidiane: by the way, le mie love-handles, che sembravano braccioli di poltrone Frau, stanno scendendo, complice anche una drastica riduzione dell’in-take di cibo.

20110425-071906.jpg


Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe to get the latest posts sent to your email.

It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

2 Comment on “Back on running!

Leave a Reply to annamaria valentinettiCancel reply

Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading

Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading