Gli esami vanno benissimo, rimane il fatto che lei … beh, il suo peso è eccessivo. Praticamente lei è obeso“. Il clou della giornata in ambito di autostima arriva nel tardo pomeriggio, con l’annuale visita dal medico che segue il solito check-up dove mi rivoltano come un calzino nello spazio di una mattinata. “Tutto direbbe che lei sia un atleta, in piena forma, tranne il suo peso. Lei dovrebbe cambiar vita. Non sembra ci siano problemi di alimentazione è solo che … beh, lei è un bel carico”. No, non è una distrazione, ha detto “obeso“, “peso” (2 volte) e “carico” nello spazio di due frasi.

Si, adesso mi metto a vivere in modo sano: faccio sport tutti i giorni, adotto uno stile di vita regolare e rimango sullo stesso fuso orario almeno per un mese di fila, esco con Jessica Stam, metto al mondo 32 coppie di gemelli, e affronto in totale serenità i prossimi 108 anni della mia vita. Cazzo non sarebbe male.

Ometto di dire al medico che qualcuno vorrebbe che io passassi i prossimi due anni in Arabia Saudita per non rompergli il sogno di redimere la mia adipe. Evito anche di comunicargli che ho intenzione di stapparmi una birra appena arrivo a casa e conciliare il palato dopo una giornata non particolarmente pesa ma che comunque ha lasciato qualche tacca di occhiaia.

Facciamo un rewind: stamani ho aperto gli occhi ad un’ora in cui molte persone vanno a dormire, complice il fatto che la sera prima ero collassato prima di Carosello e praticamente la pascolata serale di Beria è stata fatta in puro sonnambulismo (non ho ricordi). Sono apparso per il caffè con Franco (ex-discografico, adesso maturo maratoneta, ne macina una cinquantina all’anno) intorno alle 6:30am che per me era già primo pomeriggio praticamente e il rendimento agonistico ne ha risentito.

In palestra, quando ho saputo che era il compleanno delle Mariagrazia, non ho potuto far di meglio che offrirle una mezzora del Mau al cazzeggio, discorrendo amabilmente di pesi, esercizi e tuberi mentre lei tentava di allenarsi seriamente. Dopo mezzora sono stato cacciato con ignominia per disturbo della sudata pubblica.

Oggi in ufficio la connessione faceva le bizze: momento topico è stata leggere la 172a email di una discussione tra un indiano e un arabo sull’arte della comunicazione. Peccato che il flyer avesse poi le sembianze del Calendario Pirelli e nessuno ne valutava il fatto che, in terra di Sunniti, questo non avrebbe certo stimolato il loro sense of humor. Si, lo so, errare umanum … ma cazzo però!

Il flash di positività del lunch (con Jessica Stam) è stato poi rabbuiato da alcune call sulla cui utilità non sono pronto a fare azzardi.

Ho avuto modo di trattare qualcosa sulla Syria (vedi http://wp.me/pxAN5-8j): dovremmo tutti riuscire a fare qualcosa di più per aiutare quella gente.

Oggi non ho scattato alcuna immagine: vado però a rispolverare una foto che ho fatto a Singapore qualche mese fà … om guys, om-mani-padme-um …


Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe to get the latest posts sent to your email.

It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

2 Comment on “Si, dottore.

Leave a Reply

Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading

Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading