Capire che lunedì sarebbe stata una giornata in salita è stato facile quando, dopo aver fatto la mia brava ora di palestra mi sono accuratamente insaponato barba e capelli per dare una ripulita radicale al mio look e ho realizzato che avevo lasciato a casa il rasoio.
Sono entrato sotto la doccia per togliermi la schiuma da barba e uno nello spogliatoio mi ha detto “guarda che hai della schiuma sulla testa“: gli ho risposto “no, sto facendo delle prove per la parte di Babbo Natale a Dicembre“. Mezzo kilo di cazzi propri, mai farseli, eh?
Il percorso in auto poi è stato caratterizzato dall’interrelazione con una serie di persone che devono aver trovato la patente nel fustino del Dixan: non si capirebbe altrimenti la loro idiota creatività negli stili di guida più disastrosi e dannosi per il mio sistema nervoso. Ma son rimasto zen e ho solo espresso dubbi sui loro natali, provabilmente dovuti a strani accoppiamenti tra gorilla e capre (e mi scuso sia coi gorilla che con le capre).
Arrivato in ufficio è cominciata la sequela di “Ma che ci fai qui?” che stimola le mie risposte più acide: unico barlume di positività è stato il caffè con Gloria. Futura mamma, ormai all’ottavo mese, le ho fatto notare che cammina come una pinguina.
“‘Fanculo Mau” è stata la sua laconica risposta, ma non con lo stesso tono della volta che, trascinata in un viaggio a Mosca a fine Maggio, mi aveva chiesto qualche informazione sul clima. “Cazzo, è Maggio, caldo e belle serate, al massimo qualche acquazzone” le avevo risposto.
Quando poi si è trovata con un bel paio di scarpe a tacco alto a fendere 20cm di neve fresca, mi ha guardato con i suo occhi scintillanti e ha sillabato “f-a-n-c-u-l-o tu e la nevicata a Maggio“.
Immagine di oggi? Mosca, ovviamente: scattata mentre bevevo un tea in un parco nel sud della città, d’inverno.
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It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.
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la “brava ora di palestra” cos’e’? mensile? semestrale? non restare sul vago…
“Quotidiana”, ti barlafus!
Atterro domani sera e ci facciamo una facile corsetta sulla corniche? Tanto adesso ci son solo 42°c, fa fresco ….