Sabato mattina, il 96% del mondo che seguo per motivi professionali è focalizzato sui cereali al breakfast (si, alcuni anche sulle sardine marinate con cipolle e senape e altri sui wan-ton, ma non scendiamo in dettagli). Il 4% è rappresentato dall’Arabia Saudita, che comunque genera poi il 40% del mio sudore, ma per gli abitanti del Kingdom of Saudi è ancora presto e sono concentrati sulle mezzé (il tradizionale breakfast arabo).

La lunga introduzione per arrivare a dirvi che, visto che nessuno attenta alle mie surrenali, indulgo (?), ho indulgiato (?) … come cazzo sarà il participio passato di “indulgere“? Facciamo così, lanciamoci in una nuova convenzione linguistica: cancelliamo “indulgere” e abilitiamo “fancazzare“, verbo serenamente regolare della prima coniugazione che deriva dal termine “fan-cazzismo” [lat. facere-cazzum, “non essere assolutamente impegnati in alcunchè di produttivo“], che ha anche un riferimento nell’inglese  “to dude“, in omaggio a “The Dude“, personaggio del grandissimo film “The Big Lebowsky” del 1998.

Riprendiamo il filo: mi sto concedendo un’ora di fancazzismo, e quindi breakfast strategico, The Allman Brothers Band in sottofondo e lettura del giornale cartaceo.

Huè, piccola divagazione, vi ricordo che tra pochi giorni, il 29 di Ottobre, saranno 30 anni esatti che Duane Allman si è schiantato in motocicletta, strappando al mondo, a soli 25 anni, il più grande chitarrista che la storia possa aver mai conosciuto: l’autorevole The Rolling Stone Magazine lo mette secondo solo a Jimi Hendrix, ma io dissento. Provate ad ascoltare il suo assolo in “In Memory of Elizabeth Reed” nel live The Fillmore Concerts e riconoscete la presenza di dio nelle corde della sua Gibson Les Paul.

Torniamo sul seminato: apro il giornale (FT) e mi colpiscono 2 articoli sulla prima pagina.

La Nestlé, la più grande azienda alimentare della terra, sta lavorando per lanciare un commercial (pubblicità) indirizzato ai cani come consumatori. Fermi, non sto dicendo “consumatori cani” nel senso dispregiativo (che comunque aborrisco, a difesa del mio pastore tedesco, Beria), ma proprio “cani consumatori“. Hanno realizzato un video dove immagini, frequenze e disegni sono assemblati per provocare reazioni nei quadrupedi che, non potendo estrarre carta di credito, trascinino i loro padroni negli stores e indichino con ululati e lappate i prodotti da acquistare.

C’è anche a pagina 11 un dettagliato report. Mi viene qualche dubbio etico: non per nulla la multinazionale era già stata condannata per la brutta faccenda del latte in polvere fornito alle mamme in Africa, ma questa storia ve la racconto in un altro post.

Il secondo articolo informa sull’uccisione di Anwar al-Awlaki in Yemen, da parte della CIA con un missile lanciato da un drone sulla sua auto. Il tipo sembra fosse il referente jihadist della potente franchisee di al-Qaeda nella penisola Arabica, pare quindi ispiratore e responsabile della progettazione e realizzazione di vari attentati.

Ho schifo per i terroristi jihadisti, ma, qui condivido i dubbi che il giornalista ci snocciola: a fronte di un concetto un po’ tirato di “guerra ad al-Qaeda” gli US colpiscono, sul territorio di un altro stato sovrano (si, anche se ho già espresso dubbi sulla democrazia in Yemen in questo post, è sempre un paese riconosciuto dalle UN). “The US is not at war in Yemen. This was a killing of a criminal suspect, with no attempt to arrest“:  stiamo sempre attenti, nella guerra con il male, a ricordarci che abbiamo costruito civiltà e democrazia con un lavoro di migliaia di anni, non facciamocela distruggere per colpire quattro coglioni con cinture esplosive.

L’immagine di oggi? Il 6 Giugno 1971, Duane Allman suonava la sua chitarra a Fillmore, regalandoci il più bel disco dal vivo mai registrato. Sarebbe morto pochi mesi dopo, ma le sue note saranno un classico per centinaia di anni. No, purtroppo non l’ho scattata io, ma Ed Berman, ma ve la offro lo stesso.

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

2 Comment on “Lanciare un drone contro un participio passato

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