Percorro per pochi metri Lverpool St. e poi giro a destra in Bishopgate fino a quando diventa Gracechurch. Giro a sinistra in Fencurch, poche centinaia di metri e sono arrivato. No, non ho trovato lavoro come voce di un navigatore satellitare, ma sto semplicemente camminando per andare in ufficio.

Pioviggina.

Beh, normale, siamo a London in autunno, che ci si può aspettare, solleone da Caraibi? Si forma quella bella patina/paltina scivolosa e insidiosa che ti permette una bella culata se non fai attenzione a dove metti i piedi. Quindi testa bassa, e vedo scarpe.

Scarpe da jogging, stivali, scarpe da lavoro con puntale di sicurezza, zatteroni, scarpe con tacco da “ho fatto veramente tardi al party di ieri sera“. Scarpe sformate, scarpe lucide e pulite, scarpe infangate. C’è un mondo di diversità ai piedi.

Ballerine. Ballerine bagnate, ballerine fradice.

Ma perchè cazzo una tipa si deve mettere ai piedi delle ballerine quando sai per certo (valutazione empirica) che piove e (rapporto causa/effetto di meccanica dei fluidi) ti infradici i piedi (calze comprese, per il fenomeno della idroscopia delle membrane permeabili).

La ballerina era la tipica scarpa da uomo e da donna diffusa nel sedicesimo secolo, portata da praticamente la totalità delle persone (che si potevano permettere dei calzari). Nel 17esimo e 18esimo secolo soccombero, nell’uso femminile, dinnanzi alle scarpe con i tacchi che, si dice, furono inventate da Caterina dei Medici quando chiese di aggiungere 4cm alle sue scarpe per il matrimonio.

Sembra, di converso, che i tacchi non fossero più di moda da quando Maria Antonietta si avviò, traballante su un tacco 12, non ad una festa ad Arcore, ma alla ghigliottina. Queste storie mi sembrano tutte un po’ una forzatura ma, mentre stavo distrattamente ascoltando una call su un argomento che riserva lo stesso interesse che io posso avere per l’apparato riproduttivo delle blatte senegalesi, ho fatto un’accurata ricerca e, come dire, relata refero (che non significa che dalla latta faccio ferro, please).

Quello che sicuramente è documentabile è il recuperato successo della ballerina, rilanciata dalla fantastica Audrey Hepburn che le indossava a piedi nudi, con dei jeans attillati stile seconda-pelle, nel film del 1957 Funny Face.

Foto di oggi? Ho passato dalle 8am alle 16pm seduto con rarissime pause fisiologiche. Alle 3 e un quarto ho preso la macchina e ho scattato un paio immagini, tanto per dare ua forte motivazione alla giornata: pensa te come siam messi.

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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