In Italia vado tutte le mattine alle 7 in palestra, tutta la settimana. È l’unico modo per sopravvivere a svariati storici stravizi che mi concedo in ogni campo da tempo immemore e di rimanere nella fascia dei “seriamente obesi” senza entrare in quella dei “dirigibili antropomorfi“.

È anche vero che il mio lavoro richiede una certa dose di fisicitá nel saltellare a spasso nelle zone meno raccomandabili del pianeta: e non mi riferisco solo agli sganassoni che ho mollato a tre tipi a Shanghai qualche mese fa (leggi qui).

Ricordo che l’ultima volta che son stato veramente in forma fisica perfetta deve essere stato il Jurassico Superiore o il Cretaceo. Mi permettevo addirittura battute infelici (ma grandiose) come quelle al mio amico fraterno Fabrizio P., che all’epoca era Tenete nello Squadrone di Cavalleria dove ho fatto il servizio militare (fanteria corazzata, non sono così anziano da aver fatto la Guerra di Crimea): “Tene’ meglio che facciate un po’ di movimento: la panza che vi ritrovate, quando vi sedete, genera un ‘effetto budino’ rimbalzando e ondeggiando più volte come quasi le tette di Brigitte Nielsen“.

Ovvio che Fabrizio sia stato ribattezzato il “Tenente Budino” per tutto il periodo della sua ferma come UDC, e tutt’ora risponde ancora all’appello con quel nome! Ma era ed è sempre un cuore d’oro e ha evitato di farmi fucilare come ritorsione per la mia linguaccia insubordinata!

Torno alla mia agonia quotidiana in palestra: stamani ho voluto imolarmi con un trainer che, con scientifica e feroce dedizione, riesce a farmi scoprire muscoli che non pensavo mi appartenessero e, soprattutto, a far si che il giorno successivo tutti i sopracitati muscoli mi facciano un male troio.

Questo “personal trainer“, moderno Tomaso Da Torquemada (il peggior inquisitore che la storia ricordi, ha avuto sulla coscienza centinaia di torture e condanne), si esprime con un suo linguaggio iniziatico tipo “10 serie di squat col bilancere e 60kg, e poi stacco, clean e power press con la cattle bell da 20kg. Poi facciamo (FACCIO IO, pluralia sodomie) 30 addominali con la ball da 20kg“.

Insensibile alla mia agonia e al mio cardio-frequenzimetro che pigola come un gameboy, mi abbandona solo dopo 60 minuti (non uno di meno). Si, son così masochista che lo pago anche.

Risultato? Il giorno successivo ho la stessa sensazione come se un dobermann mi avesse addentato e masticato il bicipite femorale e una decina di altri muscoli di cui ignoro il nome ma ne conosco il dolore.

Foto di oggi? sto lavorando come un eunuco egizio assegnato allo spolverare i massi della piramide di Cheope durante una tempesta di sabbia, quindi vi faccio vedere qualche immagine scattata in Ukraine, a Kiev, qualche anno fa.

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

4 Comment on “Un dobermann attaccato al femorale

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