Lo so, ci vuole culo, tanto anche.

Essere a Sydney contemporaneamente  all’unico concerto che gli ZZ Top tengono in un boutique-theatre di solo 1.000 posti, e trovare anche un biglietto ($105, ma la passione ha un suo prezzo), significa avere culo. Lo ammetto.

Ammetto anche che per conoscere gli ZZ Top bisogna essere almeno 50enni (con l’unica eccezione di Matteo), quindi, in assenza di altre ispirazioni, vi offro un filino di storia della band, mentre vi racconterò la storia del concerto di stasera nei prossimi post.

Chitarra, basso, batteria: pochi frizzi e molto sangue elettrico sulle note. Formatesi nel tardo 1969 in Texas la band, composta dal chitarrista e lead vocalist Billy Gibbons, dal bassista e co-lead vocalist Dusty Hill, e dal batterista Frank Beard, si è sempre contraddistinta da fortissime radici di blues elettrico e dalle lunghe barbe iconografiche di Billy e Dusty (vedi foto in basso, presa dal loro sito ufficiale).

La storia delle barbe è particolare e vale la pena raccontarla: a seguito della intensa attività che aveva caratterizzato la vita della band dal 1969 al 1978 (concerti, dischi, 87 barili di southern whiskey e 18 milioni di ettolitri di birra), i tre componenti decisero di prendersi 3 mesi di vacanza. Gibbons partí per un giro in Europa, Beard prese un volo per la Jamaica e Hill decise di fare un long-weekend in Messico. Ovvio che la scelta di locations dove abbondano alcolici, fanciulle e eccipienti da fumare, masticare, inghiottire, inalare, eè stata del tutto casuale.

Avevano deciso di ritrovarsi in Texas dopo 90 giorni e ricominciare a suonare. Il primo di loro si presentò 2 anni e mezzo dopo, dicendo “lo so, sono in ritardo di 830 giorni, ma ho trovato traffico sulla interstate-61“, rendendosi conto solo dopo essersi tolto gli occhiali scuri che non c’era nessun altro. Fu raggiunto (faticosamente) solo dopo un mese dagli altri due.

Trascrivo fedelmente il racconto da un’intervista con Rolling Stones Magazine: Bill [Ham] called a band meeting, and when the three members arrived, they noticed something had changed during their time apart. They had always had some form of facial hair, with Frank usually sporting a mustache, while Billy and Dusty had scruffy little beards no more than an inch or two long. Things were quite different now. “I walk into the room, and I’m lookin’ at a guy I think I know,” Billy laughs. “My beard has grown to doormat [tappeto davanti alla porta, zerbino ndr] proportions. And I realize that Dusty had done the same thingIronically, Frank Beard was the only clean-shaven member, having hacked off his mustache and goatee so he would look presentable for the meeting“.

Le barbe restarono, e sono tutt’ora un’ironica icona per gli ZZ Top. Lasciatemi solo aggiungere che, ovviamente, Billy suona una Gibson Les Paul Standard (come la mia, ri-ovvio). Nel 2004 la band è stata accettata nell’immortale Rock’n’Roll Hall of Fame e Keith Richard (chitarrista dei Rolling Stones) ha tenuto il discorso per la loro santificazione.

Nota di costume: stamani sono entrato in ufficio sulle note degli AC-DC, altra storica rock band Australiana, e la musica era a buon volume. È uso e consuetudine che qui il venerdì sia un filo più easy-going e, visto che domenica si celebra St. Patrick alle 15 tutti si va al Pub a bere birra. La mia stima per gli Australiani oggi sta raggiungendo livelli siderali.

Prevedo, tra il Pub di oggi, il concerto di stasera e St.Patrick Day domenica di dare un brutto colpo alla mia dieta ipo-calorica e analcoolica. La carne è debolissima, lo sappiamo …..

zztop

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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