Stamattina il computer Windows, che ogni tanto mi si costringe a usare per ortodossia aziendale, ha impiegato 28 minuti per lanciare il client di posta (Outlook) e quello di messaging-VOIP: ho avuto il desiderio di poter abbandonare l’elettronica per poter tornare alla fisicità della meccanica.

Poter spingere, tirare, pestare, scuotere, picchiare un qualcosa che reagisca a stimoli fisici e non rimanere invece in una condizione simile a quella del cefalo da tastiera, con bocca spalancata a guardare il vuoto dello schermo.

Ricordo i tempi nei quali il televisore si sintonizzava picchiandoci sopra e svirgolando le antenne fino a quando il tubo catodico si vendicava e le immagini uscivano distorte  peggio dei tipi che a Woodstook facevano colazione con pane e LSD. Oppure quando smontavi il carburatore del tuo motorino e sostituivi il filtro con un paio di giri di calza di nylon, emettendo poi un fumo bianco dalla marmitta che ti chiedevano chi fosse diventato Papa. E avere una pedivella di avviamento e non una cavolo di centralina elettronica che, quando la batteria è al lumicino ti guarda con sarcasmo dicendoti “carro attrezzi“.

Picchiare sulla tastiera con forza per permettere alla terza copia ottenuta con la carta carbone di essere leggibile, e solo in fondo al foglio scoprivi di averla messa al contrario e avevi ottenuto una copia alla Leonardo da Vinci, completamente inutilizzabile lei e anche l’originale.

Girare la manovella del ciclostile, dopo che avevi realizzato il tuo volantino politico su quella strana carta-matrice e poi ti eri inchiostrato anche i genitali mentre tentavi di spargere bene quella melassa nera sul rullo.

Avere una macchina fotografica che funziona anche se le batterie sono finite e ti sei dimenticato a 13,487 km di distanza l’alimentatore, perché tutto è meccanico e se ti accontenti di qualche tempo, magari di un vecchio esposimetro al selenio, e un filo di intuizione sull’esposizione riesci comunque a impressionare una pellicola.

Lo so, è solo un romantico ricordo questo elogio della meccanica, l’elettronica ci consente molto di più, ma la bellezza della meccanica arriva a immagini come questa …

macchine

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

4 Comment on “Elogio della meccanica

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