Oh My ….

Tommaso D’Acquino vive durante il 1200: figlio più piccolo di una ricca famiglia Campana, viene avviato a 5 anni alla vita ecclesiastica, che comincia nell’abbazia di Monte Cassino, dove suo zio era il boss (l’abate). Studia a Napoli, a Parigi e a Colonia: di carattere estremamente schivo e riflessivo, viene preso in giro dai suoi compagni che lo ritengono un gran stupidotto, tanto che interviene il suo tutore, con queste parole “Ah! Voi lo chiamate il bue muto! Io vi dico, quando questo bue muggirà, i suoi muggiti si udranno da un’estremità all’altra della terra!

Quando comincia a parlare e a scrivere, lo fa a un livello tale dall’essere tutt’ora definito uno dei pilastri teologici e filosofici della Chiesa Cattolica, raccordando al pensiero religioso il mondo della filosofia classica.

I miei ricordi e le mie citazioni di San Tommaso (viene canonizzato nel 1323, diventando poi anche “dottore della chiesa” nel 1567, è patrono dei teologi, degli accademici, dei librai e degli studenti) vertono soprattutto sulle sue argomentazioni per dimostrare l’esistenza di dio: alle cinque originali ho l’abitudine di aggiungere blasfemamente, a seconda delle situazioni, anche un eccellente vino che mi sto bevendo, la cotoletta alla milanese che preparano alla Pesa di Milano, le forme di Sharon Stone o la comidità della cabina di First dove la Qantas mi ha pascolato tra Singapore e Sydney, e molte altre.

Ovvio che, quando faccio citazioni di questo genere, la gente mi guardi pensando che stia parlando di Condè Naste Traveler o di amenità simili: vediamo quindi di dar a San Tommaso cosa sia suo, e al Mau giusto credito per le baggianate. San Tommaso, chiarendo che si crede in dio “a prescindere”, indica anche cinque percorsi di “ragionamento” per dimostrarne logicamente l’esistenza.

Ex motu et mutatione rerum (perché ci deve esser qualcosa che mette in moto tutte le altre cose, e non si può andare all’infinito nella ricerca di un “primo movente” nella meccanica Aristotelica); chiamiamolo “il teorema del benzinaio, necessario a far funzionare la vostra auto

Ex ordine causarum efficientium (cioè “dalla causa efficiente”: ogni essere finito, partecipato, dipende nell’ essere da un altro detto causa, necessità di una causa prima incausata); chiamiamolo “la carambola nel biliardo ha bisogno di un primo colpo di stecca“.

Ex rerum contingentia (cioè “dalla contingenza” intesa come generabilità e corruttibilità. L’ esistenza di esseri generabili e corruttibili è in sé insufficiente metafisicamente, rimanda ad esseri necessari, dapprima dipendenti da altro, quindi ad un essere assolutamente necessario). Chiamiamolo “il teorema del fatto che un numero di pirla in giro per il mondo è talmente alto che per forza ci deve essere uno che non sia pirla

Ex variis gradibus perfectionis (le cose hanno diversi gradi di perfezioni, ma solo un grado massimo di perfezione rende possibile, in quanto causa, i gradi intermedi). Lasciatemelo definire il “teorema che se esiste una copia chinese di un pregevole manufatto, deve perforza esserci il manufatto originale. Chiamato anche Teorema di Louis Vitton.

Ex rerum gubernatione (cioè “dal governo delle cose”: le azioni di realtà non intelligenti nell’universo sono ordinate secondo uno scopo, quindi, non essendo in loro quest’intelligenza, ci deve essere un’intelligenza ultima che le ordina così). questo è il “Teorema del Governo che ci siamo dati in Italia negli ultimi 20 anni, solo che l’intelligenza ultima se la son fregata.”

Adesso che vi ho ammorbato con gli originali, spero conveniate con me che le mie prove dell’esistenza di dio sono almeno più originali, leggere e cool!

Uno degli aspetti più strani del fotografare su pellicola è che talvolta scopri solo dopo qualche settimana i danni che hai fatto: talvolta però hai anche delle gran belle sorprese. È il caso di questo “GOD” che conferma l’associazione tra divinità e cibo, essendo dipinto sulla vetrina di Pavè, eccellente pasticceria a Milano.

Vi aggiungo anche l’ontologia del caffè da Costa a Singapore, con questa auto-proclamazione divina della misura “medio”, in “me-Dio”.

god

meDio

2 commenti

  1. Se avessi avuto un prof di filosofia come te, le lezioni le avrei ascoltate tutte. Invece ero già ignorante mentre la studiavo: unica classe ad aver fatto Rosmini e Gentile, a discapito di altri ovviamente non in aggiunta… La mia prof di allora rientra nell’ex rerum contingentia.

    1. 🙂 thanks! Pensa che ho anche insegnato, per sei mesi, come supplente mentre ero nel secondo anno di universitá: avevo un triennio allo scientifico e, ovvio, insegnavo storia e filosofia. Metodologia didattica e esempi non erano sempre ortodossi, ma al suono della campanella nessuno se ne andava: qualsiasi argomento, anche il più ostico, può diventare quasi bello e piacevole se ti piace comunicare ….

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