Il Buddha Sdraiato

Se l’erano perso, il Buddha Sdraiato. “Succede” mi direte: capiamo tutti la sacralità di un’immagine religiosa, ma anche un santino si può smarrire.

Mi immagino la scena, intorno al 1757 (data precisa scoprirete dopo): “Maria, ti sei ricordata di mettere tutto in bagaglio quando abbiamo lasciato l’albergo?“, “Si, Giovanni, non preoccuparti, non è rimasto nulla“. “Maria, ma il Buddha sdraiato?“: “Giovanni, l’hai preso tu, l’hai messo nel cruscotto del carro, a fianco del fieno per il bufalo“. “Nooho, Maria qui non c’è! Oh cazzo, ce lo siamo perso!“.

Si, solo che qui stiamo parlando di un “santinolungo 55 metri, alto 16 e del peso di una discreta decina di tonnellate: il Shwethalyaung Buddha, la seconda più grande statua al mondo del Dio sdraiato, che si trova ad est di Bago (Pegu) in Birmania (Myanmar). Nella terza immagine in basso potete vedere l’intero complesso con in basso Tremal-Naik, la mia guida nei primi giorni dello scorso Agosto: certo il tipo non gioca a basket nella NBA, ma vi da l’idea delle dimensioni della statua.

Costruito nel 994, sotto il regno del Re Mon Migadepa, fu abbandonato e poi dimenticato durante il saccheggio di Bago nel 1757. Ricoperto istantaneamente dalla rigogliosa vegetazione pluviale, rimase completamente sconosciuto fino a quando fu scoperto, nel 1880, dalle truppe coloniali di sua Maestà Britannica, nel corso delle esplorazioni per la costruzione di una via di collegamento verso la Thailandia.

Anche qui mi immagino la scena, in un dialogo tra un ufficiale del Genio del Regio Esercito Britannico, e il suo attendente: “Arvin, le dispiacerebbe approntarmi il taccuino, il lapis e il telemetro: vorrei, invero, misurare la distanza dal nostro accampamento prima di rientrare per il tea delle 5, ecco“. “Sir Lookfor, ecco a lei gli oggetti che mi ha chiesto, ecco. Le faccio notare che lei, invero, è seduto su un alluce, ecco“. “Arving, non dica sciocchezze: quante pinte di birra ha consumato prima di approntare questo campo, invero?“. “Sir, insisto, lei è seduto su un alluce, invero ecco“.

Fuck! This is really a fucking big toe!” (“Cribbio, questo si che è un alluce!” – per la cronaca l’alluce mi pare sia una roba di quasi due metri).

Restaurato a partire dall’anno successivo (1881), nel corso del 1930 si aggiunse il cuscino di mosaico che sorregge la testa. Oggetto di sacro culto e di fervida donazione, i cartelli intorno al colosso ne ricordano i contributi dai fedeli di tutto il mondo.

Direi che quasi 400 parole di banalizzazione storica possono bastare: sotto alcune delle immagini che ho scattato ad Agosto, mentre da Yangon tentavo di andare a bagnarmi anche il fegato con le piogge sulle montagne della Birmania, per andare a vedere una roccia in equilibrio su un capello di Buddha.

buddha sdr 5 buddha sdr 4

buddha sdr 2

9 commenti

  1. Grandioso ma… posso dire “orribile”??

  2. cosa sono quei cartelli appesi lungo il bordo? Una specie di ex-voto?

    1. Gli attestati di donazioni, e ti prego di leggere gli importi: ti danno una misura della povertà in Myanmar nei decenni scorsi.

  3. Uhm, non piace neanche a me, se devo essere sincera!

    1. @ Johakim81 e Miss Fletcher, farò presente agli scultori che 1100 anni fa hanno realizzato il Buddha il vostro gradimento per qualcosa di un filo più lineare, essenziale e contemporaneo la prossima volta ….

      🙂

      1. Bravo, da parte mia riferisci pure che se si mantengono un po’ più sobri è meglio!

  4. bravo.. e per cortesia monocromo che sto Buddha di mille colori proprio non si può guardare!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: