Laila e Majnun nella tradizione Persiana, in italiano Romeo e Gulietta: questo il titolo  della tragedia scritta da Shakespeare nella fine del 1500, dove Juliet, vedendo il suo amato Romeo morto, decide di togliersi la vita, e pronuncia la frase:

What’s here? a cup, closed in my true love’s hand? Poison, I see, hath been his timeless end: O churl! drunk all, and left no friendly drop To help me after? I will kiss thy lips; Haply some poison yet doth hang on them, To make die with a restorative.

La notizia è sulla BBC e confermata dalla richiesta di asilo presentata all’UNHCR, anche se, trattandosi del mondo Arabo dove l’informazione fa fatica a dirimersi dalla propaganda, sono cauto nel proporvela: solo in desiderio che sia una bella storia mi fa trovare lo spazio sul post di oggi.

Tre anni fa Huda, ragazza 22enne Saudita entra in un negozio della sua città in Arabia e incontra Arafat, 25enne immigrato Yemenita: scatta la scintilla e si innamora. I contatti tra persone di altri sessi sono regolati in modo proto-oscurantista in Arabia (quelli invece tra persone dello stesso sesso sono crimini punibili con la pena capitale): Arafat si presenta alla famiglia di Huda per chiedere la sua mano ma viene rifiutato in quanto il suo matrimonio è già stato concordato dal padre con un altro uomo, “… but I refused. I said no-one will touch me except for Arafat. That was when the thought occurred to me that I should escape …” dichiara Huda in un clip su Youtube e nella pagina FB che sta impazzendo di “like” nel Medio Oriente.

Huda tenta di rifiutarsi, fino a fuggire in Yemen per seguire Arafat. Qui viene arrestata per l’ingresso illegale nel paese, e la famiglia accusa Arafat di stregoneria (sarebbe “plagio e circonvenzione di incapace” nel diritto italiano, ma in quello Saudita il reato di stregoneria è invece contemplato). Chiedono a Huda di tornare a casa, lei si appella al UNHCR, chiedendo asilo perché teme per la sua incolumità una volta rientrata in patria.

La storia è una racconto che piace, commuove, che supporta un’ansia di libertà troppo spesso repressa nel mondo Arabo. Le storia è quella che, in un giorno che vuole combattere la violenza contro le donne, ha un senso: voglio e mi piace credere sia vera, e che offra un esempio dall’affrancamento dalla schiavitù che molti ragazze e ragazzi ancora oggi vivono nel non poter esercitare una libera scelta.

Sono stato un bel po’ di tempo in Arabia Saudita (e qualcuno continua a sostenere che io debba anche tornarci), solo un paio di volte in Yemen, ma non è stata una gran bella esperienza visti i problemi di sicurezza derivanti dal fatto che in quella zona la mia testa vale molto di più se staccata dalla naturale collocazione sul collo e filmata con qualche slogan AlQeidista in sottofondo.

Ho un ricordo differente dello Yemen, visto dal suo confine con il Sultanato dell’Oman: nel Novembre del 2004 ero in giro a far danni e ho scattato qualche immagine ….

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It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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