The Clash

Non posso farne a meno, è una sorta di riflesso condizionato di Pavlov: ogni volta che il pilota annuncia “We are approaching London airport“, mi scatta nella testa il brano del Dicembre 1979 di The Clash, London Calling, e mi metto a canticchiare mentalmente.

London calling to the faraway towns, Now war is declared and battle come down
London calling to the underworld, Come out of the cupboard, you boys and girls
London calling, now don’t look to us, Phony Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain’t got no swing, ‘Cept for the reign of that truncheon thing
The ice age is coming, the sun’s zooming in, Meltdown expected, the wheat is growing thin
Engines stop running but I have no fear, ‘Cause London is burning and I live by the river
London calling to the imitation zone, Forget it brother, you can go at it alone
London calling to the zombies of death, Quit holding out and draw another breath
London calling and I don’t wanna shout, But while we were talking I saw you nodding out
London calling, see we ain’t got no high, Except for that one with the yellowy eyes ….

The Clash sono apparsi nella seconda metà degli degli anni ’70 in una Londra che doveva consumare nello spazio di pochi giorni il fenomeno punk, primi tra tutti i Sex Pistols di cui The Clash sono stati i supporter in almeno un paio di concerti, ma la band di Joe Strummer (lead vocals, rhythm guitar), Mick Jones (lead guitar, vocals), Paul Simonon (bass guitar, vocals) e Nicky “Topper” Headon (drums, percussion) aveva molto di più da esprimere.

Testi fortemente impegnati, posizioni politicamente schierate e dichiarate, attenzione anche al costo degli dischi con prezzi “ridotti” nel caso di doppi o tripli album, The Clash sono riusciti, nel decennio in cui hanno suonato prima che alcol, droga e grande stanchezza li disgregassero, a lasciare un profondo solco nella storia della musica e ad anticipare/influenzare un lungo periodo di storia.

Nel Giugno del 2009, un altro mito (vivente) del rock, Bruce Springsteen, suonò ad Hyde Park: in tributo alla città, e in riconoscimento all’arte di The Clash, aprì il suo concerto come vi faccio vedere sotto, dopo un paio di scatti che ho fatto stamani dalla finestra su una London ancora sonnecchiante …

london calling 1 london calling 2

5 commenti

  1. Fantastica “London calling”…è sempra da brivido..

    1. si, a pieno titolo nelle 100 canzoni da salvare ….

  2. Ho visto il video stamattina mentre facevo colazione con mio figlio (3 anni) che guarda e commenta, “ma papà non si picchia così sulla chitarra”…..”LUI, puo’!!!”, un concerto del BOSS mi manca…

    1. Si, nel video esce veramente il meccanico che c’è in lui … io l’ho visto suonare nel 1985 a Milano!

  3. Mille stelline per questo post!
    Sempre amato i Clash, lo sapevi?
    Should I stay or should I go è la mia canzone d’amore, da sempre.
    Ecco, protesto solo perché dovevi mettere il video dei Clash, sì 😉

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