Perfezione

Sono risalito dal Giambellino, attraversando Lorenteggio e sfiorando il Quartiere Ebraico proseguendo verso Primaticcio. Ho parcheggiato, per poi pochi passi a piedi, fino a quando tre gradini mi hanno aperto una porta verso un universo differente, dove il minimalismo è interrotto da sapienti colori, e dalle tele urlate della Theoria degli Sguardi-Assenti e delle Pietre-Animate dell’artista Paolo Ferrari.

Tutto è stato perfetto.

I Gamberi Viola di San Remo e lo Stoccafisso Ragno in un raviolo croccante fatto con la mollica ti pane di Matera tirata a velo. I Tortelli di ossobuco di Fassone e midollo in un ristretto di Zafferano Sardo, e gli Spaghetti Cavaglieri con cime di rape e un guazzetto di frutti di mare. L’agnello alla Liquirizia e in Paté di piccione e anatra con tartufo di Grazioli e del pan brioche caldo e croccante.

Non una sbavatura, non un singolo insignificante dettaglio è stato fuori posto. Forse la migliore cena della mia vita.

Il servizio è gentilezza, cortesia e conoscenza approfondita dei piatti. I vini … beh … lasciamo stare, che quando ho assaggiato una serie limitata di Cà Del Bosco mancava poco mi inginocchiassi a rendere omaggio a Bacco.

Foto? Come quando lascio che i ricordi impressionino le cellule di memoria, nessuna immagine: ma lasciatemi condire con un posto differente (Singapore), un cibo differente (satay), ma lo stesso un gran bel ricordo ..

 

9 commenti

  1. Acquolina in bocca anche a quest’ora del mattino… Chi è così insensibile da affermare che non esiste poesia pure nella cucina? 🙂

    1. Un lungo orgasmo enogastronomici, credimi! 🙂

  2. Certe volte c’è proprio bisogno di poggiare la macchina a terra e lasciare che i ricordi si stampino solo nella memoria.

    1. yep … e poi non son capace di fotografare il cibo 😦

      1. Il cibo neanche io, i bicchieri mo vengono meglio 🙂

  3. ho deciso che dovendo scegliere un ristorante in certe città mi rivolgerò a te

    1. Sono praticamente la Guida Michelin per l’87% del globo :), da Hobart a Vladivostock, da Cape Town a Oslo, da Ulan Bator a Lone Pine … 🙂

      1. 5 stelle per altro

      2. Adulatrice (ma non confondiamoci con i 5 stelle dal guru insetto)

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