Bel melting-pot narrativo oggi, rinuncio addirittura a cercare un filo logico e mi lancio in un giambico disordinato.

Stamane la Camillina ha messo le sue chiappette su un Singapore Airlines e ce le caverà, fatto salvo per uno stop-over di qualche ora, solo a Sydney dopo una secchiata di ore di volo. Complice il mio rientro imprevisto (dal paese degli sheikki) abbiamo ripassato il rituale della commozione, stavolta aggravato da saluto con gli occhi umidi dopo i banchi della sicurezza a Malpensa.

Torna tra 163 giorni. Non mi mancherà … di più! Lasciamo perdere che sennò trovo un’ottima scusa per passare da Sydney per andare all’Esselunga sotto casa.

Son stato da Ugo, il Calzolaio Filosofo a parlare di tomaie, di filosofia di vita e di dialettica. Occasionalmente ho comprato anche un altro paio di Clarks. Ugo tra qualche mese chiude l’attività dopo quasi un lustro: ci mancheranno le sue suole, ci mancherà la sua acuta intelligenza, i suoi dischi di jazz e il suo piacere per la bellezza della vita. Gli dedico una foto che gli ho rubato mentre chiacchieravemo nel suo negozio.

Ieri sera ho sentito a casa puzzo di bruciato: sull’alimentatore del Mac potevo friggerci un montone: si è schiantato. Adesso mantenere la fede in Santa Apple sta cominciando a diventare difficile, dopo una secchiata di iphones cambiati anche il fido Mac perde colpo. Huè, Steve, dammi un colpo di telefono che ne parliamo!

Son dovuto quindi tornare in pellegrinaggio all’Apple Store e comprare un nuovo alimentatore (79 cucuzze, ciumbia): per tornare ho dovuto fare la strada normale perchè la tangenziale era ferma schiantata a causa di un incidente alla Gobba e si intuivano una quindicina di kilomentri di coda pesante. Ho seguito le indicazioni “Milano” messe in modo totalmente casuale da un pervertito della toponomastica e della viabilità. Più che indicazioni stradali sembrava di essere nella traslitterazione della Logica di Hegel: “Milano è (a sinistra), Milano non è (a sinistra) e il divenire del movimento è l’essenza del contakilomentri che gira mantenendosi nello stesso luogo, sempre diverso“.

Bestemmie per tornare a casa in un traffico allucinante.

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

One Comment on “163, Un Calzolaio Filosofo e Cerco Milano

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