Can you please rise your seat“: queste non sono le prime parole che un uomo vuole sentir pronunciare da una donna appena sveglio, ma, diciamocelo, il contesto ha una sua colpa. Mi son svegliato mentre ormai stavamo mettendo le ruote sulla pista di Dubai, dopo aver sonoramente russato all’interno di un 777 British tutta la notte.

Lo so, son stato assente (“latitante” no, questo termine lo lasciamo agli amici dell’ex-premier): non ho scusanti se non una disarmante temporale pigrizia, unita ad un filino di casino sul lavoro che mi sta portando a vedere il mio passaporto dirigersi verso i consolati di Mongolia e Mozambique. Non mi dite che scelgo i paesi in ordine alfabetico, sarebbe una battuta del cazzo.

Questa settimana son venuto a giocare con la sabbia: Dubai, Muscat (Oman), Riyadh (Saudi) e forse una puntata in Qatar giusto per non perdere l’abitudine e rinnovare un permesso di uscita che, ogni volta che me lo dimentico, mi fa schiantare all’immigrazione e mi rispedisce in hotel per amene incombenze burocratiche locali.

La canicola estiva si è spenta e oggi la temperatura era sui 30 gradi: se non avessi girato da queste parti troppo a lungo durante gli ultimi 15 anni potrei quasi dire “un piacere“.

La teenager cangura (yes, “the Cami“) mi ha ricordato che oggi scadeva la ricarica del suo (mio) cellulare australiano e, con la stessa caparbietà con la quale un alcolizzato tenta di aprire una bottiglia dal fondo, mi sono schiantato sul sito della Vodafone Australia per quasi 30 minuti, pronunciando un mantra di imprecazioni, prima di leggere l’avviso in alto alla pagina che lampeggiava, indicando che il sito era in manutenzione. Rinco mica da poco, cazzo.

Durante lo scorso giro in Saudi avevo rubato uno scatto all’Intercon di Riyadh: non ho fatto nulla di meglio oggi, quindi vi beccate ‘sta foto ….

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

2 Comment on “Giocare con la sabbia

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