Qui, a Shanghai, pare che ogni 6 minuti venga ultimato un nuovo piano di un edificio, ogni 6 minuti, 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno. Di certo, comunque, ogni 12 secondi che io passo in taxi, mi parte un bestemmione per come guida l’autista o per l’inesistente capacità di comunicazione. Inglese “lingua globale” un bel par di palle.

Stamani il primo meeting era alle 9 e, un’ora abbondante prima, ho abbordato un veicolo con il kit di sopravvivenza: bigliettino scritto in chinese con l’indirizzo, numero di telefono dell’ufficio, numero di telefono dell’albergo, bigliettino dell’albergo e istruzioni in chinese, 2 telefoni, bottiglia d’acqua e accessoriame tecnico-tecnologico inclusi 3 different gps.

Bene, non è servito assolutamente a nulla. Mi ha portato in “colon teologico” (e cercate di capire la traslitterazione). Molto bene (sarcasmo). Telefonata in ufficio e mega discussione col tassista (ironico dire “discutere“, lui in chinese io in italiano condito con varie espressioni gergali ci siamo praticamente abbaiati contro) per convincerlo ad avvicinare il mio telefono al suo orecchio. Ma guarda che cosa mi tocca fare per sopravvivere professionalemnte.

Per tutto il percorso ha tenuto la radio ad un volume da soglia del dolore che trasmetteva un accorato dibattito (zero musica): l’unica cosa che ho compreso è stato il “beep, beep, beep … biiiiiiiiiiip” del segnale orario.

Trovo il posto: l’insegna con brand della società che mi paga il viatico è alta 4 centimetri scarsi: parlerò con marketing & advertisement appena passo da New York e ce li mando loro a trovarci in questa metropoli.

Salgo in ufficio. Il formicaio di persone che si è schiacciata con me dentro l’ascensore mi fa pensare che potrebbero anche soppalcarlo, vista l’altezza media e vista la densità che si accalca. Giornata lunga e su 2 fusi orari oggi: meeting fino alle 14 e poi calls fino alle 21.

Vi passo altre 6 immagini scattate ieri …

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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