Atterrare alle 6:50 di mattina dopo 8 ore in aria, ed essere in una meeting room già alle 8:00, fresco come un crisantemo dimenticato sulla tomba del caro estinto da mesi, diciamocelo, non è da tutti. No, bisogna essere veramente pirla per farlo.

Sono a Pyrmont, quartiere di Sydney che parte da Darling Harbour e, attraverso il ponte costruito nel 1902 (oggi pedonale a parte la monorotaia),  termina con l’ANZAC Bridge, collegandoci a Glebe Island e Rozelle: oltre ad esserci la sede della azienda che mi paga lo stipendio, c’è il Fish Market dove normalmente mi abbuffo di Rock Oysters a $10 la dozzina, e qui viveva anche la Cami quando era venuta a studiare in Australia. Pyrmont era, fino al 1930, famoso specialmente per se sue cave di pietra arenaria (sandstone), che troviamo in tutti i i “vecchi” palazzi in Australia e Tasmania.

Intorno alle 13 la batteria del fido Mac stava dando segni di insofferenza e ho estratto dalla borsa l’alimentatore e il grappolo di adattatori con il quale giro il pianeta: la presa di corrente australiana ha due “piruli” (si, i due poli) a barretta piatta, leggermente inclinati tipo lati di un triangolo isoscele, e la massa, sempre con un pirlulo piatto, alla base, perpendicolare. Immaginatevi una sorta di abete stilizzato dove però le fronde a il tronco non si toccano per evitare il cortocircuito.

Ovvio che abbia raccattato partendo il plug con i due piruli, ma la sfiga ci si mette sempre e mi son trovato in mano quello americano: sempre due piruli piatti, ma maledettamente paralleli come se volessero insegnarmi il quinto postulato di Euclide (quello che, nella recitazione semplice, ti dice che due rette parallele non si incontreranno mai).

Due piruli sbagliati. cazzo.

Mi son armato di pazienza, tanto era ormai il break canonico dopo che avevo prosciugato la tolleranza di tutti quelli che mi son stati a sentire per ore, e son partito a piedi verso l’Apple Store di George St. dove sono di casa da anni, cazzo.

Voglio bene a Jane come fosse una sorella, ma quando, sogghignando, mi ha chiesto “Hey Mau, may I dare asking you why you need your camera to go and buy a power adaptor?” (perchè ti porti dietro la macchina fotografica?).

“Jane, I love you, but, why don’t you mind your own business?” (ti voglio bene, ma ogni tanto farti mezzo kilo di cazzacci tuoi!). La giornata è spettacolare, i colori fantastici, la gente ti saluta per strada, l’aria è easy: come faccio a rinunciare a un paio di scatti?

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

6 Comment on “Due piruli sbagliati

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