Da quando sono atterrato, lunedì pomeriggio, avevo voglia di andare a mangiare gli steamed dumping, i ravioli al vapore che qui a Singapore fanno divinamente. Stasera me lo sono concesso: giù in metro fino a Marina Bay, cambiato e sono arrivato a Bay Sands. Lo so, la location non è certo il massimo del tradizionale, ma il posto dove vado ha una qualità incredibile.
Questa serie di lunga egida asiatica (ho appena contato che questo è il sesto giro in 9 mesi) mi sta portando a usare le bacchette a tavola con una maestria che non raggiunge certo gli autoctoni, ma tra gli occidentali mi si scambia facilmente per un Buddha perfettamente integrato: trippa e pelata fanno da contorno scenografico perfetto.
4 chili crab, 6 prawns and pork, 6 prime pork: 16 dumplings ti lasciano ancora un filo di voglia, ma c’è comunque da ritenersi soddisfatti. Armeggio in aria con le bacchette, prendo il cucchiaio in ceramica e lo uso come sostegno per parcheggiare e far raffreddare il raviolo. Lo buco leggermente per assaporare il sugo (tentando di limitare i rumori da lavanda gastrica che sento provenire dagli altri tavoli), e poi con cura lo porto alla bocca addentando un primo boccone e poi un secondo senza mai appoggiare il raviolo.
Sono orgoglioso di me stesso e mi permetto anche di armeggiare con macchina fotografica e telefono, in una lasciva esaltazione alimentare multi-tasking. Cazzo non si fa per distrarsi quando si cena da soli 150 volte all’anno.
La confidenza diventa eccessiva e si sottovalutano i rischi.
Il dumpling #13, quello con un bel ripieno rosso di granchio e chili, mi sfugge dalla punta delle bacchette. Atterra in pieno nella ciotola dove ho mescolato soia, peperoncino e ginger. La camicia era (sottolineo “era”) fresca di bucato, azzurra e piacevolissima sulla pelle. Ho fatto 2 minuti di silenzio per evitare il bestemmione composito, inanellato con varianti per ognuno degli schizzi nero-rosso con cui mi son trovato ricoperto.
Foto? Lo so, ne ho già pubblicate di simili qualche settimana fa, ma ne ho fatta ancora qualcuna che non è proprio così male …
Subscribe to get the latest posts sent to your email.
Le foto sono fantastiche!
C’è fa dire che in Oriente non ti fai mancare i piaceri della tavola, bravo.
Mi hai fatto troppo ridere con il lancio del granchio 🙂
Thanks Miss: avrei dovuto fotografare la camicia …
a questo punto si torna alla vecchia “famosa” polo blu ! 🙂
la Polo Blu è immortale! ho comunque deciso che ci lascio ancora fare qualche patacca, me la avvolgo come sudario mentre aspetto il taxi sotto un monsone e poi la espongo come “la sindone del vagnotz” dopo averla immersa in un fissaggio Kodak per inversione cromatica … eh? genio!
Secondo me il fatto che abbiano la mascherina e non i guanti la dice lunga sulle malattie aerobiche trasmissibili di quei posti. Sbaglio?
Il morbo del legionario l’hanno brevettato qui, dopo la aviaria …
Appunto! 🙂
Pensa che non ho neanche la più pallida idea di cosa tu abbia mangiato! 😉
Sull’uso delle bacchette, poi, stendo un pietoso velo -per quel che mi riguarda.
Comunque -per chi li cucina- i piatti al vapore non sembrano così salubri…
Belle foto, come sempre.
Chili crab steamed dumplings: una squisitezza …. 🙂
Ti credo sulla parola! 🙂