Quando sono in Medio Oriente mi scontro sempre con il concetto di weekend: mentre nel mondo occidentale i due giorni che concludono la settimana, destinati al teorico riposo, sono il Sabato e la Domenica, da queste parti a seconda degli stati nei quali vi trovate possono essere il Giovedì e il Venerdì, o il Venerdì e il Sabato, anche se quasi tutti i Paesi stanno uniformandosi a questa seconda soluzione.

Qualche anno fa stavo lavorando sull’integrazione delle operazioni tra una società Saudita e una occidentale: avevo solo 3 giorni in cui tutti potevano essere assieme sul pezzo, Lunedì, Martedì e Mercoledì, e poi i Sauditi, sereni come il Profeta, se la squagliavano per i loro “due giorni di meritato riposo alla gloria del flat-screen da 184 pollici“. Mi riapparivano sulla scena il Sabato mattina, esattamente quando la parte inglese del team andava a letto dopo la sbornia colossale del Venerdì sera e non riappariva con segni di vita se non il Lunedì successivo, e solitamente con un deciso mal di testa che vanificava il 35% delle loro capacità ricettive.

Aggiungete la differenza di fuso orario (3 ore) e vi rendete conto che, sulle potenziali 40 ore di lavoro settimanale, solo 15 potevano essere utilizzate di concerto tra i due team. Produttività a sbalzo come un balcone di Via XX Settembre. Poi ciascuno dei due gruppi faceva a non capire l’altro, e la domanda che apriva qualsiasi tipo di interazione era “dove eravamo rimasti?“, oltre ad uno scaricabarile reciproco che manco i camalli del porto di Genova riuscivano così bene.

Ovvio che io, sincero democratico e attento a non urtare la sensibilità di alcuno, abbia dato fuori di matto alla seconda settimana, sospendendo a divinis weekend, credenze, schermi e birra fino a quando la barca si è messa a navigare in modo minimamente accettabile. Penso che poi la ragione di base per l’accelerazione della produttività fosse che entrambi i team volevano cavarsi dalle palle il più velocemente possibile quello strano italiano pelato, incazzoso come un bufalo che si è appena schiacciato i testicoli con l’aratro.

Date a due nemici un nemico comune e li farete amici” [Mau Tzen Vagnotz – Management e Arte della Birra].

Foto di oggi: qualche out-take delle immagini di sabato scorso a Singapore ….

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ilaria 5

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

7 Comment on “e il settimo si riposò

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