L’Angelo In Piazza

Genova, salgo per Via Di San Bernardo e mi fermo da U Gelatu du Carruggiu: una coppetta ai Datteri e ai Fichi. Sublime. Sono tentato da una seconda  con Uva Fragola e Pompelmo Rosa ma mi tengo la voglia per stasera dopo cena. Continuo fino in Piazza San Donato dove vedo, appoggiate su un tavolino traballante e su una sedia in plastica, delle tele con colori forti, accesi, conclamati.

È Angelo a dipingere, ed esce dal suo deposito, galleria, laboratorio, casa. Ha voglia di chiacchierare dei suoi quadri: si lascia fotografare mentre mi parla, felice che qualcuno lo ascolti.

Questa è la mareggiata vicino alle coste francesi: vedi qui la nave che fa fatica a trovare un approdo e la luce del faro che viene riflessa nella spuma delle onde” mi dice, prendendo in mano il suo dipinto. Mi parla con un alito che sa di passione, di un pizzico di follia, e di Amaro Camatti.

Qui invece vedi una campagna del Missuri“. Ma sei mai stato a Jefferson City? “Ho viaggiato quando ero bambino, e ancora adesso viaggio con la fantasia con le notizie, con i giornali e con gli occhi del sogno“.

Questa è la colomba della pace, che sorvola le coste del Canada, mentre le grandi nevi si sciolgono e il cielo diventa rosso di terrore“. La tela colpisce, affascina e Angelo trasmette il suo entusiasmo, rotto solo dal correre dentro e fuori la sua cantina per mostrarmi altre cose. Questo cos’è, un naufragio?

È un veliero nella battaglia, dove il brigantino comandato da Lord Josmsonn si scontra contro la flotta francese di Napoleone Bonaparte“. Credo alla sua fantasia e vedo la sua passione. Entra nella sua bottega e lo seguo chiedendogli qualche altra storia e qualche altro scatto: mi racconta del “suo” cane, in realtà glielo hanno affidato.

La padrona è morta da qualche settimana: gli aveva chiesto di tenerle il cane mentre era in ospedale. È andato al suo funerale, a Carignano, due settimane fa. Il cane guaiva, piangeva e leccava la bara: “Ho dovuto portarlo fuori della chiesa” mi ha detto, “tutti stavano piangendo guardando il dolore del cane. Anche il parroco si è fermato, non ce la faceva a pregare per la commozione“.

Questi sono i Palazzi di Babilonia” mi dice, mostrandomi un’ultima grande tela. Li riconosco, gli dico. Li ho visti, o almeno ho visto quanto rimane di loro con la Via Dei Leoni dove le processioni venivano guidate dai Grandi Sacerdoti. Mi guarda e si ferma per un attimo: “Si, tu hai gli occhi di chi ha visto queste cose, le tue pupille parlano“.

Gli compro due tele, voglio un ricordo di questo incontro ….

angelo  4 angelo  3

angelo

6 commenti

  1. Felice che qualcuno lo ascolti…
    E’ bello saper ascoltare.

    1. Ascoltare è il principio per poter capire e comprendere ….

  2. Di sicuro hai incontrato una persona che attraverso la sua arte mostra grande sensibilità ed è anche felice di condividerla e tu hai saputo cogliere questo momento che sicuramente lui ricorderà! Questa è la vita …bella! Ines.

  3. Non ti offendere ma… in questo post mi hai ricordato mio padre
    Grazie

    1. Volevo bene a Carlo, non sono offeso ma commosso ….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: