Il 10 Ottobre 1975 lo stato di Papua New Guinea è stato ammesso nell’assemblea delle United Nations, a seguito dell’indipendenza dall’Australia ottenuta qualche settimana prima, il 16 Settembre. PNG è lo stato più culturalmente diversificato al mondo: i 6.3 milioni di abitanti, diffusi soprattutto nelle aree rurali, parlano 841 differenti lingue.

Malgrado delle ottime potenzialità minerarie che ne potrebbero fare una delle più vibranti economie asiatiche, la situazione della popolazione è decisamente al di sotto della soglia di povertà, con un reddito medio quotidiano inferiore ai US$1,25/giorno. Se la situazione di povertà è gravissima, quella relativa alla sicurezza e ai diritti civili è disperata.

Un rapporto commissionato dalle Nazioni Unite nel 2013 ha evidenziato che il 41% degli uomini intervistati aveva commesso uno stupro, e il 14,3% di questi ammettevano una ricorsività nella violenza. Lo studio ha confermato anche, intervistando la popolazione femminile, che i due terzi delle donne sono vittima di violenza domestica, con oltre il 51% a sfondo sessuale.

Nella capitale, Porte Moresby, grossa parte del territorio è sotto il controllo delle Raskol Gangs, bande criminali alimentati da una disoccupazione superiore al 60%, che si sono imposte a partire dai primi anni ’70, e detengono il primato del più alto tasso di delinquenza al mondo. È normalissimo nella notte, a Port Moresby, udire i numerosi colpi d’arma da fuoco, risultati dei conflitti con la polizia o tra bande rivali. La violenza si è innestata su una lunga tradizione di conflitti tribali, cannibalismi rituali, traffico e largo consumo di stupefacenti, pirateria marittima.

Per completare il quadro, Papua detiene anche uno dei record mondiale nel numero di incidenti aerei, risultato di un territorio montuoso e piste di atterraggio approssimative, una flotta aerea che opera in quasi assenza di manutenzione, condizioni climatiche che cambiano rapidamente con nebbie e forti temporali. La malaria e una trentina di altre malattie inclusi diversi tipi di febbri emorragiche sono endemiche: ho dovuto impillolarmi prima e dopo esserci stato.

Ovvio che quando sono atterrato questa primavera a Port Moresby non avessi una gran voglia di rimanerci. Volando da Sydney avevo qualche perplessità, poi confermata sia dal tipo di passeggeri (no-turisti, credetemi, solo “contractors”),  sia dalla disperante coda ai visti e all’immigrazione. Il trasporto di sicurezza verso l’albergo e le guardiania armata tipo base militare non mi ha rasserenato. Ho fatto il lavoro che dovevo fare per qualche giorno e ho messo il posteriore su un aereo della flotta locale per Singapore: banale dirvi che durante il volo (7 ore) si sia scatenata una rissa a bordo tra l’equipaggio e un numero di passeggeri che fumavano impunemente nelle toilette, rischiando di incendiare i componenti chimici dello scarico.

Una sola immagine oggi, che racconta molto ….

PNGUN 6

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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