Il silenzio del drago

Mi ha ancora stupito l’assoluto, quasi totale controllo della censura Chinese sull’episodio  dell’auto che è stata lanciata contro l’affollatissimo ingresso alla Città Proibita, dal lato della enorme Piazza Tienamen a Beijing, causando morti e feriti.

L’attacco terrorista ha lasciato solo una confusa immagine, presa da lontano. Tutto il resto non è mai esistito. In occidente ci si sarebbe aspettati di essere subissati da iReport e immagini professionali. In China qualche ora dopo non c’era alcuna traccia, il fatto non era praticamente mai accaduto. Tutto è stato rimosso, cancellato, azzerato. Un giornalista della BBC ha tentato di riprendere il luogo, ma poche ore dopo tutto era stato riportato alla condizione originaria.

Trovo abbastanza inquietante questa capacità di “modificare la storia”, o almeno di cancellare alcuna traccia che sia a dimostrazione o prova di una storia. Se qualche decennio fa era pratica e consuetudine abbastanza facile e comune, oggi con una presenza onnivora della rete diventa quasi impossibile: il Drago però sa far fare silenzio.

Su questo aspetto, il controllo e la censura sull’informazione, ho studiato in modo abbastanza approfondito la storia dell’Unione Sovietica e mi hanno sempre colpito le immagini ritoccate a posteriori che facevano sparire alcuni membri del partito o del soviet dalle fotografie di parate sulla Piazza Rossa, o altri eventi ufficiali: la Lubyanka o i gulag inghiottivano i caduti in disgrazia che diventavano anche dei “non-esistiti”.

C’è una fantastica trilogia fiction/storica su questo periodo nell’Unione Sovietica, scritta da Tom Rob Smith, che vi consiglio assolutamente: Child 44, The Secret Speech, Agent 6. La prosa inglese dell’autore è eccellente, la ricostruzione storica estremamente accurata, la storia avvincente e molto reale.

Foto di oggi? Alcune delle immagini che ho scattato nel corso dell’ultimo paio d’anni a Beijing, continuando ad avere una fortuna sfacciata per quanto riguarda il tempo: normalmente l’inquinamento lascia una vela grigia su qualsiasi cosa ….

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5 commenti

  1. Leggere di questo, ogni volta, mi sgomenta. Nel posto dove lavoro, ad esempio, abbiamo ben chiara la situazione riguardante la percentuale di persone HIV positive. L’OMS purtroppo non riesce ad avere da parte loro dati certi su quanta parte della popolazione è infetta. Non sapere certe cose… uccide.

    1. Cultura non è solo libertà, ma anche vita.

  2. rossanacagnolati · · Rispondi

    Interessantissimo , grazie.

  3. Un Paese che mi affascina e mi respinge, un Giano, praticamente. Difficile capirlo, immagino.

    1. Affascinante comunque: a ogni visita ne scopro un nuovo aspetto ….

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