Ho visto cose …

Ogni tanto riaffiorano, come tappi di sughero nell’acqua.

Ricordi, sensazioni, cose viste, momenti, persone: spesso riesco a comprendere il collegamento che la mente fa, e a spiegarmi cosa abbia attivato la cella di memoria. Altre volte invece non riesco proprio a trovare ne trama ne ordito, ma mi godo comunque il rivivere di quel momento, senza pensare sia invece una sorta di obesa demenza pre-senile che mi prepara ad annoiare futuri nipoti davanti al fuoco d’inverno con racconti sulla vita da simil-CIA-agent del nonno pelato con la trippa.

Mi son ricordato un pranzo, in una casa di un paese arabo. Oltre dieci anni fa.

Alì tutti i mercoledì riceveva i meno fortunati della sua tribù in un pasto che forse ricordava più la scena del matrimonio nel Padrino di Coppola. Entrando nella stanza, tutti seduti a terra, in silenzio. Poi i riti del saluto e dell’augurio e i segni anche labili e intangibili del rispetto.

Le cause vengono perorate da una terza persona, mentre Alì ascolta, e l’interessato con deferenza attende un passo indietro senza intervenire. Annuiva, faceva una domanda sottovoce e poi affidava ad un suo uomo la sua decisione e il gruppo si avvicendava con un altro e poi un altro ancora. La forza economica della sua famiglia di noti costruttori, e le relazioni che sono il tessuto politico ed economico in quella parte del mondo facevano il resto. Nessuna discussione, nessun appello.

Ho chiesto a un’amica di incontrarlo e di fare qualche foto in quello che lui definiva un atto di beneficenza, lo “zakat” richiesto nei cinque pilastri della fede islamica. Ho assistito alla cerimonia, mi sono seduto accanto a lui per il pasto, mi ha servito con le sue mani, come si addice all’ospite più importante.

Queste alcune delle foto scattate ….

ali lunch 1 ali lunch 5

4 commenti

  1. In Libia sono stata ospite, assieme a mia figlia e a suo marito, di una famiglia “importante”. Noi uniche donne a tavola… Mogli, figlie e nipoti in cucina a mangiare sul pavimento. Ho fatto fatica a buttar giù il cibo….

    1. Beh, conosciamo la rigida gerarchia familiare nel mondo arabo, e il rispetto per la donna, no? Sai che l’ultima volta che sono stato a Tripoli (prima della guerra) mi son trovato dalla parte sbagliata di un kalashnikov mentre chiedevo informazioni stradali?

  2. Anche mio genero mentre tentava di scappare assieme ad Elena, Bea e Ludovico (di pochissimi mesi) in piena guerra.. 😦

  3. E’ un sistema largamente diffuso: chi ha i soldi (quindi il potere) elargisce favori a chi ne ha bisogno che si spalma come uno zerbino. O alla luce del sole o occultamente in giacca e cravatta.
    Quella “tavolata” di soli uomini acuisce il senso di tristezza: le donne valgono ancora meno di chi già non vale niente, che probabilmente si sente qualcuno solo per il fatto di essere stato ricevuto dal feudatario.
    Mah! Siamo lontani dalla meta! Buon week end 🙂

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