Posizionata a 8km a south-west del centro di Sydney, Coogee è oggi famosa per la sua spiaggia, particolarmente per la pericolosità delle onde che vi si infrangono, ma nell’anteguerra è stata il teatro dello “Shark Arm Murder case”, il caso investigativo dell’assassinio del braccio nello squalo.

I Bagni-Acquario di Coogee, ai primi dell’Aprile 1935, catturarono al largo uno squalo tigre, per esporlo nella loro vasca. Dopo averlo trasferito nell’acquario, il 25 Aprile, lo squalo cominciò a dare segni di malessere (probabilmente per la scarsa ossigenazione dell’acqua) e, davanti ad alcune centinaia di spettatori, vomitò un braccio umano con ancora un tatuaggio chiaramente visibile.

Le impronte digitali e il tatuaggio permisero l’identificazione: erano i resti di un ex-pugile pluri-pregiudicato, Jim Smith, che era scomparso dal 7 Aprile: il caso fu ascritto come “omicidio” visto che il braccio era stato tagliato e il banchetto dello squalo era avvenuto “post mortem”. Le indagini condussero al suo datore di lavoro, William Holmes, che lo aveva anche spesso utilizzato per organizzare truffe assicurative.

I due si erano messi in combutta con Patrik Brady, anch’egli pregiudicato, organizzando un racket di estorsioni e di ricatti. Tre santerelli insomma: per di più Smith ricattava anche Holmes, grazie ad alcuni documenti compromettenti di cui era venuto in possesso. Dalle indagini della polizia australiana, Jim era stato visto l’ultima volta bere con Patrick all’Hotel Cronulla, dopo aver detto alla moglie che sarebbe andato a pescare con lui.

Pare che Patrik volesse mettere le mani sui soldi di Holmes (che aveva anche un’attività di costruzione di imbarcazioni), e, dopo aver costretto Jim a rivelargli i documenti compromettenti, lo aveva ucciso, sezionato e aveva recapitato a Holmes il braccio (con il visibile e riconoscibile tatuaggio) come messaggio che il boccino era definitivamente passato di mano.

La polizia ha poi ricostruito che Holmes si sarebbe liberato del braccio lanciandolo in acqua e, qualche settimana più tardi, per sfuggire all’inseguimento di due lance della polizia, tentò anche malamente di suicidarsi: confessò poi il tutto, crollando in un interrogatorio in Giugno e accettando di testimoniare nel processo, soprattutto per paura che Patrik cominciasse a tagliare qualche pezzo di corpo anche a lui.

Pochi giorni prima del processo Holmes fu trovato morto, in un contesto che indicava chiaramente un tentativo di mascherare un assassinio come un suicidio: gli inquirenti però accertarono che difficilmente un individuo potesse spararsi quattro volte, due delle quali alla testa e due alla schiena. La scomparsa del testimone d’accusa, e il fatto che il corpo di Jim, braccio a parte, non venne mai ritrovato, fecero cadere le accuse contro Patrik.

La pianto qui che ho un sonno troio e il rumore delle onde fa da ninna-nanna. Foto? Se vi aspettate un mio autoritratto da Nero Mau-Wolf, potete attendere in eterno: qualche veloce scatto invece di Coogee mentre andavo a cena …

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It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

3 Comment on “Coogee in giallo

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