Berry, Kiama e Port Kembla

L’altro giorno Tanya e Sal mi hanno voluto far vedere la quintessenza delle piccole cittadine del New South Wales e abbiamo puntato diretti verso sud, con uno stile di guida che comprende un corso approfondito di improperi, insulti, esclamazioni e indirizzi nei confronti di qualsiasi veicolo dalle due alle 42 ruote e qualsiasi animale dalle due alle quattro zampe abbiano l’ardire di occupare inopinatamente la strada mentre stiamo arrivando. Pur essendo ben ferrato sull’argomento, ho dovuto spesso chiedere un’esegesi più approfondita per cogliere in pieno l’articolarsi dell’espressione e comprendere a fondo l’insulto indirizzato: pura cultura anglofona.

Una sintassi e semantica poi particolare è rivolta alle forze dell’ordine che, con rilevatori di velocità, pattugliano la zona, non permettendo di “Fang it!“, schiacciare l’acceleratore a tavoletta, espressione che si collega a Manuel Fangio, quando venne a correre in Australia, lasciando la sua impronta nella lingua locale per sempre.

Ho assaporato un caffè a Kiama, mentre il vento terso portava il profumo dell’Oceano, ho visitato una “lamboutique”, dove la carne d’agnello è portata alla sua massima espressione prima di essere doverosamente infornata. Ho girato per la strada principale di Berry (l’unica praticamente), vedendo le “tin-roof houses”, le tipiche case australiane con il tetto di lamiera corrugata che garantiscono una tenuta sotto i temporali, ma anche l’assordante boato della pioggia che ci rimbalza sopra. Ho scattato un’altra immagine “alla Hopper” di una donna dinnanzi ad una ice-cremery.

Verso port Kembla sono poi sceso a Gerringong, e, mentre la radio suonava “Sweet Emotion” degli Aerosmith, e la voce di Steven Tyler ci graffiava le orecchie, ho visitato il cimitero che si affaccia sulle scogliere, per poi spingermi fino alla piattaforma per l’avvistamento delle balene che migrano verso il mare di Tasmania.

Talk about things and nobody cares, Wearing other things that nobody wears
Ya callin’ my name, but I gotta make it clear, Can’t say where I’m gonna be in a year.

Some sweat hog mama with a face like a gent, Said my get up and go musta got up & went.
You got good news but you’re a real good liar, Cause backstage lover set your pants on fire.
Sweet emotion, Sweet emotion, Sweet emotion ….

 

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4 commenti

  1. Un posto incredibile, davvero un altro mondo e colori intensissimi, le foto sono splendide…ma che te lo dico a fare 🙂 Ciao Mau!

    1. Grazie Miss, sempre un’adulatrice!

  2. Improperi e insulti alla guida? C’est moi! Sarei a mio agio downunder 🙂
    Quelle coste splendide, ricorrenti, mi rapiscono il cuore in ogni foto!
    E, a proposito, foto sempre bellissime 🙂

    1. Adulatrice con pisarei 🙂

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