Il costo del rischio

Ho iniziato a scontare le mie penitenze per l’assenza di 2 settimane di ferie: oggi ho tenuto una lunga discussione anglofona, che nelle mie intenzioni doveva essere divulgativa ed educativa, con chi invece aveva solo bisogno di una risposta in pillole, finalizzata poi ad essere incastonata in un contesto totalmente avulso e probabilmente stravolgente. Quei casi, tanto per spiegarci, che poi ti generano una serie di grattacapi a reazione per delle indicazioni private del loro contesto, che vengono piegate ad esigenze spicciole non pensando all’effetto snow-ball che creano.

Il contendere era sul “risk management”, e pare leggenda consolidata da parte di chi mi paga il viatico che io ne sia un esperto siderale con una vena di realismo e di capacità di proiezione per cui mi sono guadagnato i soprannomi di “Mr. Wolf” (dal personaggio che risolve i problemi in Pulp Fiction di Tarantino), e “Cassandra” (dalla precisione millimetrica con la quale prevedo sfighe economiche, catastrofi politiche e crisi internazionali).

A chi mi stava chiedendo una semplice “lista della spesa“, ho tentato di rispondere con una serie di scenari dove non solo cambiava la “lista“, ma anche il concetto stesso di “spesa“. Ho fatto anche un esempio “Metti di voler costruire una ferrovia, che di per se è una roba banale, basta mettere due rotaie parallele e hai creato un binario sul quale far scorrere un treno”, ho esordito, “ma poi ti devi confrontare con montagne e gallerie da scavare, valli e fiumi e quindi ponti da costruire, terreni sabbiosi e rocciosi. Devi poi considerare l’inclinazione massima del tuo percorso e come alimentaria la motrice di trazione. Devi valutare cosa intendi trasportare per tarare l’intera struttura sui parametri corretti“.

Poi devi considerare quanto ti costa mettere in piedi tutta ‘sta roba, e se il costo rende la cosa economicamente interessante“.

Dopo qualche secondo di silenzio, ho sentito dall’altro capo del telefono “… but don’t you have a simple list of do’s and dont’s I can use and close my task immediately?”. Tempo perso, il mio intendo.

Foto, Ovvio una stazione: Circular Quay a Sydney, guardate che si vede dalle finestre …

circular train station

Annunci

6 commenti

  1. E’ frustrante fare sforzi per cercare di spiegare in modo chiaro e capire, alla fine, che nessuna nostra sillaba ha minimamente scalfito il prossimo…
    Ce l’hai anche per me una lista di “dos & donts” per la mia vita? 🙂

    1. Starting from pisarei and culatello …

  2. hai un approccio troppo filosofico:-)

    1. Ma va? Forse il background è sempre presente? 🙂

  3. Benvenuto nel mio mondo… 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: