Mentre attraversavo London Bridge, un giorno senza sole, vidi una donna pianger d’amore. Piangeva per il suo Geordie.”

È stato impossibile stamani non canticchiare Gordie di Faber, mentre stavo camminando su London Bridge diretto a Borough Market, posto che adoro e dove spesso vengo anche per un break quando lavoro nella City, visto che è letteralmente a 5 minuti dal mio ufficio.

Stamani mi è piaciuto arrivarci presto, intorno alle 7:30, quando i commercianti stanno allestendo i loro banchi e le torme di turisti sono ancora lontani dall’apparire. È il momento migliore per fare due chiacchiere, assaggiare i prodotti, scattare qualche foto, o, come stavolta, anche più di “qualche”, visto che mi son fatto prendere la mano.

La presenza di un mercato nell’area a sud dello stacco del London Bridge è tracciata a partire da documenti del 1276, ma altre fonti vanno a datare un mercato agricolo e di pollami già a partire dal 1014, se non addirittura prima: stiamo quindi parlando di un posto che ha visto un buon millennio di prodotti alimentari e di commerci.

Mi son fermato a chiacchierare con chi produce saporiti insaccati, e mi spiega che vanno accuratamente consumati con una buona birra. Ho conosciuto due ragazze francesi che panificano delle baguettes deliziose, oltre a un pane alle olive che profuma da metri di distanza nella sua fragranza. Mi son fermato da Mama’s Cafè, dove per £2.70 ti danno una generosa porzione di buon bacon con sopra un uovo fritto: nella catena di caffetterie sotto il mio ufficio non mi basta lo stesso importo per un cappuccino medio.

Ho curiosato con chi propone olio e tartufi e un verduraio che vende dei piccoli, deliziosi avocados, 5 per £1. Son passato dai Ceddar agli Stilton ai parmigiano, saltando il vinaio che aveva Prosecco e Merlot in offerta assaggio, ma solo perché erano le 9 di mattina. Ho assaggiato le paelle di pollo, di verdura e di pesce, godendo per l’aggiunta di curry che ne fa un piatto ispanico-indiano. Mi son lasciato tentare da un colombiano che produce gelatine e salse, e, in un crescendo di sapori e di piccanza, ho finito per anestetizzare la lingua, per poi ritrovarla lì, proprio dove l’avevo lasciata, grazie a una freschissima Lime and Ginger Jelly.

Ho conosciuto Hannah, che dopo aver fatto la mastro birraia per una grossa azienda, adesso si è messa in proprio e produce una deliziosa e fresca birra al miele, per nulla dolce, ma invece con un sapore profumato e piacevole che però lascia un palato pulito: ci siamo messi d’accordo per andarla a trovare nel suo birrificio al mio prossimo giro Londinese per fine mese e dedicarle un post completo, oltre che concedermi una buona bevuta in totale serenità.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro, è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re, vendendoli per denaro.

Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera, sellatele il suo pony,
cavalcherà fino a Londra stasera ad implorare per Geordie.

Geordie non rubò mai neppure per me un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re vendendoli per denaro.

Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso, non ha vent’anni ancora.
Cadrà l’inverno anche sopra il suo viso, potrete impiccarlo allora.

Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te  la legge non può cambiare.
Così lo impiccheranno con una corda d’oro, è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re, vendendoli per denaro.
[Fabrizio De Andrè, 1966]

Foto? La bellezza, i colori e la gente di Borough Market ….

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It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

18 Comment on “Impiccheranno Geordie con una corda d’oro

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