L’arroganza della corporazione

Arrivo a Linate, esco e vado verso la coda di taxi: mi si parano davanti sei individui che mi dicono “Cerca un taxi? dove deve andare?“.

“Scusatemi, ma non vedo perché dovrei condividere con voi la mia destinazione, ho solo bisogno di un taxi”.

Ho letto delle contestazioni contro lo sviluppo dei servizi di noleggio con conducente, però, se questo è legale, siamo tutti obbligati a rispettare le leggi, senza difendere con arroganza i propri privilegi corporativi, ma entrando in una coerente competizione su prezzi, servizi, disponibilità.

Deve sapere che siccome siamo una protesta spontanea di categoria” (già la violenza sulla sintassi mi innervosisce) “se deve andare che ne so in ospedale la portiamo, se è anziano anche, altrimenti per protesta niente taxi“. “Posso osservare che state intralciando e interrompendo un pubblico servizio, e violando la mia libertà costituzionale? Spero riusciate ad elaborare un pensiero così complesso, vero?”.

È chiaro che considero la possibilità di una rissa. Quello che ha acquisito, dietro gli occhiali scuri, le becere veci di leader del gruppetto ha un buon alito alcolico: come mi insegnavano quando pensavo che ogni tanto spaccar zucche fosse dialettica politica, tiri giù lui, gli altri si guardano bene dal pigliarsele. Penso di scommettere con me stesso se riesco ad atterrarlo senza togliere le mani dal trolley, per far durare la cosa almeno 3 secondi.

Mi guardo in giro, nessuna traccia dei vigili che normalmente girano inesorabili multando a destra e sinistra chiunque infranga la scandalosa inefficienza della circolazione attorno a Linate. Mi vien da pensare che ci sia del dolo almeno, se non omissione d’atti d’ufficio. Bella figura di merda, e vogliamo gestire l’esposizione universale tra meno di un anno?

Tra cazzotto e lingua, penso faccia più male la mia lingua. “Grazie, vi sono veramente grato di avermi aiutato” gli rispondo. “Ah allora prendi il tuo bel autobus e la metro, carino?” mi chiede tronfio il capo-squadraccia con le mani mani già unte di olio di ricino.

“No, mi avete aiutato a prendere una decisione. Da adesso utilizzerò esclusivamente, il alternativa ai mezzi pubblici, i servizi di car-sharing e Uber, il servizio per cui voi beceri siete qui oggi a interrompere un servizio pubblico. Non userò mai più un taxi fino a quando i vostri colleghi non vi cacceranno a pedate o le autorità vi sospenderanno la licenza. Farò massima pubblicità e tenterò di convincere più persone possibile ad agire in questa direzione”.

Sorrido alle loro mascelle cadute, mi volto e con serenità mi avvio verso la fermata dell’autobus.

Preso la 73 fino in Forlanini, 3 minuti compresa l’attesa. Durante il percorso ho localizzato e prenotato una 500 di Enjoy. Attraversato il viale, messo il trolley in macchina, digitato il mio codice di attivazione, 5 minuti dopo ero a casa. Spesa totale 1,75€ visto che ho l’abbonamento ai mezzi, con il biglietto sarebbe stato 3,25€.

Costo taxi dai 20 ai 25€. Ho già vinto. Ho stravinto, beceri pirloni, vi rendete conto della pala meccanica (la vanga non basta) che vi siete dati sui piedi?

Foto? Gli eccellenti taxi Londinesi ….

Lon 7

 

 

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5 commenti

  1. Meriterebbe un articolo su qualche quotidiano locale in modo da incentivare quello che hai fatto tu 🙂

  2. Non c’è da aggiungere altro.

  3. Mi irritano tutte le corporazioni, partendo da quella dei notai giù giù giù. Ce ne fosse una che si preoccupa di tenere casa propria pulita oltreché di fissare tariffe minime…

  4. Bentornato in Italia… 🙂

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