Il Fuoco

Era da poco passata la mezzanotte quando, il 2 Settembre 1666, la panetteria di Thomas Farriner iniziò a bruciare. Il fuoco, da Pudding Lane, cominciò ad espandersi rapidamente verso ovest, nelle Londra Romanica, grazie al fatto che tutte le costruzioni erano in legno.

La tecnica di contenimento dell’epoca era la demolizione di larghe aree per impedire al fuoco di propagarsi, ma il sindaco Sir Thomas Bloodworth, rimase indeciso nell’ordinarle fino alla sera inoltrata, quando ormai l’iniziale incendio si era trasformato in una tempesta di fuoco che si muoveva verso il centro della città. Il fuoco si espandeva così rapidamente che alcuni pensarono ad atti deliberati di “terrorismo”: i capri espiatori delle persone che avevano perso la casa divennero gli immigranti olandesi, a causa della lunga guerra Anglo-Dutch che era in corso, e alcuni di loro vennero linciati.

Il fuoco martedì distrusse la Cattedrale di St. Paul e arrivò a minacciare la corte di Carlo II a Whitehall. Poi il vento si calmò e, dalla Torre di Londra cominciarono a far saltare in aria interi quartieri per togliere alimentazione alle fiamme. Il terzo giorno il disastro si fermò.

The material destruction has been computed at 13,500 houses, 87 parish churches, 44 Company Halls, the Royal Exchange, the Custom House, St. Paul’s Cathedral, the Bridewell Palace and other City prisons, the General Letter Office, and the three western city gates, Ludgate, Newgate, and Aldersgate. The monetary value of the loss, first estimated at over £1 billion in 2005 pounds.“. Fortunatamente le vittime furono pochissime: le Gazete del tempo citano tra i 2 e gli 8 morti.

La vecchia Pudding Lane non esiste più, ma se volete potete visitare il Monumento (The Monument) che è stato eretto nel luogo dove “Il Grande Fuoco” cominciò la sua opera distruttiva, e salitele strette scale a chiocciola che, 62 metri dopo, vi permette di godere un bel panorama della City.

Parlando di scale, ieri sono arrivato con la metro a Covent Garden e, visto che c’era un filo di coda per gli ascensori, mi sono lanciato saltellando sui 193 gradini della scala a chiocciola che ti porta fino in superficie: praticamente l’equivalente di un palazzo di 15 piani. I primi 100 gradini sono andati via lisci, i successivi 50 col fiatone, gli ultimi 43 con le bestemmie.

Foto? The Monument ….

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12 commenti

  1. La seconda è una foto da vertigine! Avrei voluto vederti su per quelle scale 🙂

    1. Taci che non ci sto di spalle, e quando incontri qualcuno è praticamente tutto uno strusciarsi per riuscire a passare ….

      1. Hahaha, sto ridendo da sola come una scema 🙂

      2. Ma dovevi vedermi all’arrivo dopo gli scalini di Covent Garden, ansimavo come un facocero in accoppiamento …

  2. Ma vuoi mettere la soddisfazione… 🙂

  3. La foto della scala è bellissima! I gradini io li farei così: i primi 43 col fiatone, i secondi 50 col rantolo da tisico terminale, gli ultimi 100 strisciando curses propelled: non è cosa.

    1. 🙂 ti ci vedo! 🙂 magari smettere di fumare? 🙂

      1. Ma no! Ma non è mica quello… 😉

      2. 🙂 dai che poi organizziamo pedalata del circolo in pellegrinaggio alla statua di Ilych Vladimir, con santificazione enologica all’arrivo 🙂

  4. Il circolo dei vetero-comunisti? Guarda, partecipo anche fumando, ma prima devo sapere dov’è dislocata la statua: non vorrei trovarmi in viaggio per Mosca…

    1. Easy, è a Cavriago, poche decine di kilometri da casa tua! E si mangia anche bene da quelle parti …

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