Beria questa mattina sta carcollando le sue zampe con aria svogliata.

Ieri sera stava leggendo i Quaderni dal Carcere, uno dei suoi documenti preferiti soprattutto dove Gramsci attribuisce agli intellettuali il ruolo nel porre le condizioni alla base dell’egemonia del Proletariato. Beria ci si ritrova molto: non mi stupirebbe vederla una mattina, con due occhialini tondi, dissertare sulla necessità dello sviluppo di una coscienza di classe, chiaramente sicura di appartenere alla categoria come intellettuale.

L’ho interrotta buttandola fuori dalla camera, visto che mentre io ero a London a bere birra lei si deve essere nuovamente rotolata in un gustoso letamaio e puzza che sembra l’alito di un Tyrannosaurus Rex che non si passa il filo interdentale da decenni e ha problemi di riflusso gastrico.

Ah, si, precisazione dovuta per i nuovi lettori: Beria è il mio cane, un pastore tedesco della corrente di Rosa Luxemburg. Cane intellettuale, rivoluzionario e socialista. Appassionato di storia, politica e di musica.

Stamani mi teneva il muso, il che per un cane è facile: l’interruzione di ieri sera l’ha decisamente infastidita. Ondeggiava ritmicamente la coda, ma in modo polemico e quando siamo usciti, alle 5 di mattina per una pascolata antelucana, ha alzato gli occhi al cielo e poi ha scosso la testa, lamentandosi con il  suo dio del padrone che le è capitato in sorte: inverosimilmente mattiniero e con gusti musicali troppo inclini al rock per le sue preferenze blues.

Space is the Place“, le dico.

Sai Beria, oggi è il compleanno di Sun Ra“. Si ferma, inclina leggermente la testa verso sinistra, con le sue orecchie dritte in ascolto: la storia di Sun Ra non l’ha mai sentita.

Era forse il Gennaio del 1978, al Teatro Ciak che all’epoca era in Città Studi, mi pare in via Sanagallo“, inizio a raccontare e Beria si siede sulle zampe posteriori, ignorando un paio di conigli che nel prato saltellano, “e Sun Ra, all’anagrafe Herman Poole Blount, musicista, pianista, folle e controverso artista, produttore di film psichedelici, poeta, filosofo, suonava senza la sua Arkestra ma in un quintetto con John Gilmore. John l’avevo già sentito a Ravenna, e quando avvicinava le labbra all’ancia del suo sax tenore gli altri musicisti abbassavano lo sguardo, ascoltandolo e rispettando la sua arte“.

Ho incontrato e intervistato Sun Ra prima e dopo il concerto, che ho registrato, e che talvolta ancora oggi ascolto: un brano da sempre mi è rimasto in testa, ‘Space is The Place’, che poi ho usato per anni come sigla della trasmissione radiofonica che conducevo il Sabato sera“.

È stato un musicista, nato proprio il 22 Maggio 1914, che dal 1950 in poi ha gestito un’articolata ensamble di musicisti, la su Arkestra appunto, attraversando la storia della musica: dal jazz delle grandi orchestre al ragtime, allo swing, al be-bop al free. Aveva cominciato a suonare e a comporre, al piano, a 11 anni, facendo poi della musica la sua professione a partire della 1934, a vent’anni. La sua carriera ha attraversato il globo e la storia: nel 1972 ha affidato la sua poetica a un film di 85 minuti, ‘Space is The Place’. Ho ancora nelle orecchie poi l’assolo di Gilmore, ieratico come una mummia egizia, sapeva tirar fuori da una dura ancia un’anima e farla volare e precipitare negli inferi“.

Beria non si muove, vuole altri racconti. “Dai, andiamo a casa che la giornata è lunga e se ti comporti bene ti racconto in settimana quando ho bevuto birra con Bono e The Edge a Dublino“. Non è convintissima, ma mi ha perdonato di aver interrotto le sue letture ieri sera. Mi si avvicina e mi lecca la mano.

Foto? Quelle scattate a Sun Ra durante l’intervista e nel concerto sono nelle pellicole in cantina: ho dato un occhio a cosa ho in linea nel blog e mi piace questa alba, scattata nell’aeroporto di Hong Kong un paio d’anni fa mi sembra … beh, comunque ‘Space is The Place’!

beij 17

 

 

 

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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