L’uomo è il miglior cane dell’amico” esordisce l’homeless che ha dormito sotto il ponte dell’Acquario. E poi continua “No, aspetta, si dice ‘Il cane è il miglior uomo dell’amico’ …“. “Dai, coraggio che ce la puoi fare” gli rispondo mentre controllo di non trovarmi sottovento perché il bottiglione di vino vuoto che troneggia al suo fianco potrebbe creargli effluvi gastrici che stendono un rinoceronte in piena carica.

Insomma, Il cane e l’uomo sono amici, da sempre, dalla pri-st.. pro-st… “. “Preistoria?” Gli suggerisco.

Beria lo guarda e scuote la testa, dicendomi sottovoce “Altro che ‘La Religione è l’oppio dei popoli’, Karl Marx avrebbe dovuto studiare gli effetti del Tavernello sul proletariato in lotta di classe contro l’alienazione dei sistemi di produzione“. E incalza “Abbiamo fatto la rivoluzione d’Ottobre, abbiamo sconfitto il Nazismo e il Fascismo, abbiamo costruito democrazie …“, la stoppo con un brutto fallo storico-politico, prima che parta con il suo polpettone di gloria al Socialismo Reale, dicendole “Si, avete invaso l’Ungheria e avete spento la Primavera di Praga …”.

Mi guarda in cagnesco, cosa che, essendo un cane, le riesce naturale; caracolla sulle zampe e va ad annusare un palo sul quale i suoi simili hanno lasciato tracce.

Ecco, il cane è l’amico dell’uomo migliore” conclude felice il tipo, mentre si aggiusta i pantaloni e una camicia il cui colore si intuisce sotto le patacche. “Guarda, non è proprio giusto come proverbio, ma lo prendo come un complimento” gli rispondo, mentre Beria mi ringhia un “Ti te se un barlafus” esprimendosi in milanese.

Foto? ferragosto, panchine sociali e sullo sfondo chi gioca a scacchi …

ferragosto 2014 1


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It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

7 Comment on “L’uomo è il miglior cane dell’amico

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