Qualche giorno fa vi ho parlato degli effetti sulle bistecche del Kazakhstan dall’embargo all’importazione di prodotti alimentari imposto a partire dal 1 Agosto dalla Russia, a reazione delle sanzioni che US e EU hanno attuato per il supporto offerto da Putin ai separatisti Ukraini fino all’abbattimento del MH017.

Vediamo cosa succede in un altro paese oggi: la Polonia, che l’anno scorso ha esportato verso la Russia quasi 700mila tonnellate di mele, circa il 60% della totale produzione nazionale. L’embargo sul frutto che è costato ad Adamo ed Eva il paradiso, costerà invece quest’anno agli agricoltori polacchi quasi mezzo miliardo di euro in mancate vendite.

Eat apples to annoy Putin” è il titolo di una campagna condotta su Facebook, Youtube e altri media per incoraggiare il consumo locale di mele. #jedzjabłka (#mangiamele) vorrebbe spingere il frutto oltre la media di 30kg annuali che ciascun abitante pela o meno, affetta o morde, ma di sicuro mangia: i risultati, a un solo mese dall’inizio dell’embargo e con la stagione della raccolta alle porte, non sono incoraggianti. Una catena di supermercati, con un fine sense of humor, ha proposto di creare un “convoglio umanitario” e trasportare 40 tonnellate di mele nell’enclave russa di Kalingrad, sarcasticamente riferendosi al convoglio di pretesi “aiuti umanitari” mandato nell’est dell’Ukraine da Putin.

I produttori stanno cercando mercati alternativi e sono in corso contatti con gli US per permettere l’esportazione di mele polacche nella terra dello Zio Sam, ma da una parte gli specifici standards qualitativi della FDA (per l’importazione, mentre in casa loro direi che gli OMG sono un bell’esempio di una visione differente), e il protezionismo dei contadini red-necks americani faranno maturare il raccolto ben oltre il possibile tempo per il trasporto e l’esportazione.

Foto? Dunque, nella ricetta della Sangria che ho trovato, ci si mette una mela per ogni litro di bevanda: una mela pesa circa 200 grammi, quindi per fare una tonnellata ci vogliono 5,000 mele. 700mila tonnellate sono 5mila x 700mila mele = 3.5 x 10 elevato alla 9 litri di sangria … belin, chiamate gli amici, c’è da bere per tutti!

sangria


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It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

6 Comment on “Una mela al giorno toglie Vladimir di torno?

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