Ma come ti permetti?

SI, lo so: ho promesso a me stesso di evitare argomenti di becera politica italiana, ma qui mi si tira per i capelli che mi rado ormai quotidianamente.

Mi è scappato di vedere di sfuggita un brevissimo servizio alla televisione sull’ex-comico ortottero (insetto che ha, nel caso dei maschi, un organo stridulante che emette un suono simile a un ‘cdi-cri’): con un fare tracotante e, con alcuni buoni giorni di ritardo, si è fatto vivo nella sua città natale, Genova, coperta dal fango e dalla tristezza di un disastro previsto.

Facendosi largo insieme alla sua scorta a colpi di vaffanculo, ha usato la tristezza, la disperazione e la rabbia della gente per la sua usuale recita, che, devo dire, non mi lascia più esterrefatto ne disorientato ma solo abbastanza schifato: è diventato casta nella casta, dipingendosi da anti-casta della anti-casta. Non faceva più ridere da tempo, ha usato la rabbia per costruire uno spazio politico, ha dimostrato con mezzi bulgari l’incapacità a costruire alcunché oltre al “vaffanculo” che usa con loquace costanza.

Si è preso una bella pesciata in faccia da chi stava lavorando a spalar fango e, mentre scappava con la coda tra le gambe, tipico di chi è abituato a urlare e non a discutere o lavorare, ha ricevuto da un giornalista la richiesta per un’intervista. Da un giornalista della RAI. Ha sventolato un foglietto con un IBAN, il suo nome e la motivazione “Beppe Grillo per Genova” e ha detto al giornalista che voleva 2mila euro per l’intervista o “… te ne vai affanculo” (cito, testuale).

Non entro nella facile polemica “ma tu, Beppe, quanto hai dato?” piuttosto che “il diritto all’informazione” o “il dovere all’educazione“.

Caro Beppe, tu avevi davanti un  persona (pagata da tutti noi) che svolgeva il suo lavoro, raccogliere informazione e renderla disponibile: tu dovevi avere rispetto per un lavoratore, e non scomodo nemmeno la Costituzione della Repubblica per ricordartelo, scomodo solo la sensibilità, l’educazione e il buon senso di chi rappresenta(va) un terzo degli Italiani e avrebbe dovuto sentire questa responsabilità.

Non ti ho mai votato: di sicuro, anche solo per questo, non ti voterò mai. Prevedo il futuro per mestiere (serio, non ciarlatano): sparirai presto nell’oblio riservato agli incazzosi inconcludenti, ma ci hai fatto perdere soldi, opportunità e tempo.

Foto? La bellezza di un dettaglio in Piazza delle Erbe …

erbe

 

7 commenti

  1. Noi italiani, da sempre oserei dire, amiamo affidarci a leader carismatici che sostanzialmente ci promettono di pensare loro a risolvere i nostri annosi problemi, così noi non dobbiamo spremerci le meningi per trovare soluzioni. Grillo è il penultimo di questa serie. Roba già vista. Niente di nuovo.
    Anche la cafoneria, in 50 sfumature, è roba già vista.
    Purtroppo. Anocra una volta, purtroppo per noi.

  2. Incredibilmente triste.
    È solo questo.
    C’è il ritorno ad un medioevo buio e lui, politico come altri, sul suo cavallo bianco, non ha saputo scendere tra i vivi.
    Perché, i principi regnanti, gli adorati signorotti, stanno in un castello, sul “destriero” o altrove.
    Non qui.
    Il resto, dai Maurizio, uomo saggio, il resto fallo da solo e, quando hai finito, per favore, onora le tasse.
    E se puoi, senza rompere troppo le palle, su.
    Che quel cazzo di castello e quel cavallo, vanno pagati.
    Che questo, è il paese delle cattedrali!
    So gone – jill scott feat. Paul wall

  3. Un cretino, assieme a migliaia di altri cretini. Voti e denaro sprecati

  4. Beh, una cosa è certa, da queste parti il troll genovese, non gode di particolari simpatie, ma è pur vero che qualcuno lo ha votato.
    Gente. Tanta gente, amareggiata e arrabbiata, facile da sobillare, che cerca il muro da abbattere, l’altro da insultare.
    Viviamo nella società dell’insulto, dello: scarica il tuo problema quotidiano ad un altro, senza fartene accorgere, frega il tuo vicino, prima che lui freghi te.
    Rimaniamo poi scettici e sconcertati, se qualcuno ci offre il suo aiuto disinteressatamente, pensiamo alla fregatura, a cosa te ne viene.
    Le vere parolacce ormai sono: rispetto, etica, nel dovere, non solo nel pretendere.

  5. Sono d’accordo con te in pieno.
    Mi sarebbe piaciuto se, dopo la sua tiritera sull’IBAN, la giornalista gi avesse detto “ma vaffanculo tu”, si fosse girata e se ne fosse andata.

    Da poco, parlando con amici abbiamo ricordato come è caduta in disgrazia l’Arte della pernacchia. Ecco, bisognerebbe recuperarla, ne abbiamo molto bisogno.

  6. Gli arroganti che pensano di potersi permettere tutto. E invece no. Io ho iniziato ad esplicitare il disappunto da un po’ senza filtri. E funziona. Una bella risata e uno sguardo che dice più di tante parole e tornano zucca come la carrozza di Cenerentola. Puff! Perché anche gli arroganti non sono più quelli di una volta….

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