Non so come tradurre “longtang“: la parola non indica solo una viuzza, un carruggio praticamente, ma l’intera comunità che ci abita, la molecola sociale che crea una dimensione dopo individuo e nucleo familiare. Chiamato spesso anche nella litterazione “lilong” (里弄), le case che si affacciano sulle alleys hanno dato vita a uno stile architettonico specifico.
“Terraze houses” a due o tre piani, molte delle quali hanno anche la bottega al piano che si affaccia sulla strada e che, nei longtang più antichi, vedono pezzi aggiunti a conquistare anche solo un paio di metri quadri in un’urbanizzazione dove la crescita è fattoriale se non esponenziale. Durante la rivoluzione comunista i “comitati di quartiere” (“liweihui”) erano il primo gradino dell’organizzazione sociale del popolo lavoratore dove l’individuo scompariva a beneficio della vita pianificata del popolo.
La tradizione si innova oggi nella China lanciata dal comunismo all’economia di mercato con un PIL a due cifre secche di crescita continua: alcuni longtang sono diventati affascinanti quartieri artistici dove gallerie, negozi di moda (spettacolari, credetemi), botteghe e ristoranti ti spingono a sorridere in una giornata di sole.
Come non scattare qualche foto in più del necessario?
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Ma che belle foto Mau. Sembra di essere lì con te a girovagare tra le viuzze 🙂
🙂 che debba mettermi a fare la guida? Tieni d’occhio il blog, nei prossimi giorni arriva qualcosa di unico … “The Astor Portraits” 😉
Quando si dice “quartiere brulicante”… 🙂
Queste tue foto sprizzano vita da tutti i pixel! 🙂
Viaggio molto interessante e produttivo! ; Sembra quasi che tu non sia lì per lavorare… 😀
Grazie! Rassicurati, che ieri a mezzanotte stavo ancora picconando …
E questo la dice sulla tua vitalità! 😉
Non indagare oltre! 😉
😀 Non lo farò 😉
Che belle! Quei panni stesi… li ho già visti…
🙂 feroce! 🙂
Che belle foto colorate. Il manichino con la testa di cavallo è spassoso.:-)
🙂 arrivano altre a breve ….