Leap of faith”, è l’espressione che in inglese indica un atto di fede, il credere senza nessuna verifica empirica che viene messo spesso alla base della religione. È anche usato per comunicare una sorte di “salto nel buio”.

Il mio tentativo quotidiano di raggiungere l’appartamento dove vivo, o di lasciarlo per scendere al piano terra, è un “Lift of faith”, nel senso che è il “leap of faith in a lift”, con ‘lift’ che in inglese tradusce ‘acensore’. Lo so che una masturbazione linguistica, ma ogni tanto sono dissociato tra l’inglese e l’italiano e mi tocca spendere qualche parola di più per spiegarmi.

Vivo in un building ad alta automazione, nel senso che è tutto controllato da un’access-card: ingressi dall’esterno, garage, ascensori e anche la porta di casa, tutto funziona con una chiave elettronica di prossimità, delle dimensioni di un biglietto da visita o di una carta di credito.

I cattivi e i maligni dicono che non sia tanto per una necessità di sicurezza, quanto per impedirti l’accesso nel caso tu salti o sia in ritardo con un qualsiasi pagamento. Come per dire che se da noi non paghi le spese condominiali vai a dormire sotto il ponte più vicino: sarebbero densamente affollati.

Il casino è che all’ascensore devi passare la card e digitare il piano: per 1 secondo scarso un visore ti fa vedere quale degli 8 ascensori ti passerà a prendere e poi attendi con serenità che arrivi. L’ascensore non ha pulsanti se non quello di blocco della chiusura e quello di allarme: hai un piccolo visore che ti dice quali sono i piani nei quali, sulla base delle prenotazioni, la cabina si fermerà.

Primo casino è che si è abituati a qualcosa di più meccanico e se si è distratti, visto che chiamare un ascensore non è un’attività che richeide uno sforzo intellettuale e il cervello quindi si impigrisce, ti perdi la segnalazione di quale delle 8 cabine arriva.

In un silenzio quasi da astronave spaziale l’ascensore arriva, la cabina si apre e, sempre in silenzio totale, ti aspetta per 4 secondi: poi emette un lugubre annuncio “doors closing” seguito dalla tua saracca di bestemmie perché te lo sei perso.

Quando finalmente ti posizioni strategicamente al centro e sei pronto come Usain all’uscita dei blocchi per i suoi 200 metri, riesci a imbarcarti in questa sorta di astronave minimalista. Il visore dei piani, se non ti sei portato dietro gli occhiali, ha la stessa utilità di un ombrello in un tifone e esci normalmente al cazzo di piano sbagliato. Bestemmi come un contadino toscano “Xxxxxxx pacco di riso, xxxxxx ogni chicco, deh!” e ricominci il processo da capo: “Lift of faith”.

Foto? Oggi nulla, quindi si ricicla un’equipaggio del 380 che mi ha pascolato qualche giorno fa: leap of faith nelle capacità di un bestione come quello di stare in aria …

ek


Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe to get the latest posts sent to your email.

It has been more than fifty years since I began traveling across the world — and the seven seas — for work or for pleasure, always with a Leica M camera close at hand. The camera has never been an accessory; it has been a constant companion, a way of observing, remembering, and making sense of the places and people I encountered along the way. I started keeping this kind of journal some time ago, not as a diary in the traditional sense, but as a space where images and words could meet. This is not a publication driven by schedules or algorithms. At times I disappear for long stretches; then, inevitably, I return with semi-regular updates. Publishing, for me, is a mirror of my state of mind and emotions. It follows my rhythm, not the other way around. You have to take it exactly as it comes. Every photograph you see here is mine. They are fragments of a life spent moving, looking, and waiting for moments to reveal themselves — often quietly, sometimes unexpectedly. This blog is not about destinations, but about presence. About what remains when the journey slows down and the shutter finally clicks.

12 Comment on “Lift of faith

Leave a Reply

Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading

Discover more from VITA VISSUTA

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading