Lindsay Istace è una bella ragazza canadese di 24 anni. A Calgary insegna fitness, stretching e well-being in generale: sta lanciando una nuova forma di yoga, specificatamente indirizzato a ridurre lo stress legato alle attività e all’ambiente lavorativo.

Le sue sessioni incoraggiano, a parte la classica ritualità di esercizio e respirazione, a bestemmiare liberamente facendo uscire la animosità attraverso una rito di incazzatura maieutica largamente condivisa da tutta la classe. Nelle sue tesi questo dovrebbe favorire un maggiore rilassamento ma, nel caso questo non basti, ha doverosamente aggiunto anche un po’ di alcol e offre ai partecipanti un buono per un paio di birre a prezzo scontato: la nuova illuminante disciplina è chiamata Rage Yoga (“Yoga della Rabbia”).

Sul suo sito (vedi Rage Yoga), oltre ad annunciare dei corsi “online” che si apriranno a partire dalla metà di quest’anno, invita con prezzi accettabili (Can$14, compreso il noleggio del materassino) alle sessioni che si tengono in un Pub cittadino. Lindsay è un genio,chiaro.

Stavo pensando di emularla, offrendo la partecipazione in mia compagnia ai giri di pista in bicicletta che mi faccio nel circuito di Formula 1 di Yas Marina, le sere di Domenica e Martedì dalle 18 alle 22: c’è l’aspetto di fisicità, c’è l’aspetto di qualche saracco garantito, soprattutto quando tira vento e dopo una quarantina di chilometri ti trovi a imboccare la salita dopo il rettilineo della pit-line e l’acido lattico ti morde i polpacci peggio di un pitbull.

Si, lo so, manca la birretta, ma con un po’ di fantasia di sciogli una pastiglia di integratore nell’acqua della borraccia e fai finta che sia una pinta very light. Ok, con un po’ tanta fantasia, ma tanto quando pedali a 34°c di temperatura la sera non ci fai poi più tanto caso a cosa bevi, basta poter bagnare la lingua felpata da fatica, calore e sabbia nell’aria.

Foto? 100 metri alla curva, martedì scorso, mentre stavo girando per il circuito (Leica M7 con Summilux 35mm e pellicola Kodak 400tx scaduta da 4 anni) …

100

It's been almost 50 years that I travel across the word (and the 7 seas), on business or vacation, but always carrying with me a Leica camera. I started keeping this kind of journal a while ago. Even if sometime I disappear for ages, I'm then coming back with semi-regular updates: publishing is a kind of mirroring of my state and emotions, and you need to take it as it is. All published photos are mine.

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